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No reintegro licenziamenti economici, tutelati apprendistati

Dl Lavoro, il Cdm approva disegno "salvo intese"

Fornero: "Riforma costantemente monitorata"

Dl Lavoro, il Cdm approva disegno 'salvo intese'
23/03/2012, 19:03

ROMA - Sarà possibile la modifica alle Camere, per discutere sui punti che maggiormente hanno indignato nelle scorse ore sindacati e partiti, Cgil e Pd in primis. Al momento passa la linea del no al reintegro per i licenziamenti economici, anche se – come fortemente consigliato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – il decreto è aperto al dibattito e potrebbe essere modificato.  Approvato “salvo intese”, dunque, il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro. Nel testo si sottolinea come si tratti “di una riforma lungamente attesa dal paese, fortemente auspicata dall'Europa e per questo discussa con le parti sociali con l'intento di realizzare un mercato del lavoro dinamico, flessibile e inclusivo”. Un disegno che “è il frutto del confronto con le parti sociali. Ne emerge una proposta articolata che, una volta a regime, introdurrà cambiamenti importanti”. Il testo è diviso in aree e le parti salienti – si legge nella nota del Consiglio dei Ministri - riguardano “la preservazione degli usi virtusi degli istituti contrattuali esistenti, limitando quelli impropri”, la valorizzazione massima dell’apprendistato, le “quote rosa” per le società pubbliche e la lotta ai licenziamenti fraudolenti, l’istituzione di una mini-Aspi anche per i giovani che perdono il lavoro prima del tempo e di un fondo di solidarietà per tutelare i settori non coperti dal Cigs . Salvi i dipendenti statali. Almeno per ora. “Eventuali adeguamenti” alle norme della riforma del mercato del lavoro per il settore del lavoro pubblico “saranno domandati a successive fasi di confronto”.

FORNERO: RIFORMA COSTANTEMENTE MONITORATA -
“Ci mancherebbe che una riforma cosi' importante non sia costantemente monitorata e valutata'' assicura il ministro del Welfare, ElsaFornero, rispondendo in video collegamento da Roma, a una domanda posta da Pietro Ichino nel corso di un convegno a Milano. “Abbiamo sicuramente intenzione - ha spiegato - e dovrebbe essere pratica comune, di procedere a valutazione e monitoraggio di cio' che viene innescato dalla riforma in termini di comportamenti di tutte le parti coinvolte, imprese, lavoratori e P.A.”.“Che questo si associ necessariamente a una sperimentazione - ha proseguito il ministro Fornero - non e' detto, e' possibile che le misure vadano in vigore in via non sperimentale, e che siano applicate in maniera estensiva, ma costantemente e attentamente monitorata”. Il ministro ha poi indicato il ruolo di Istat e Inps, che sono “fornitori di dati formidabili”. “Abbiamo intenzione - ha concluso - di coinvolgerli in modo pieno pensando anche a nuove modalità di raccolta” dei dati. 

CDM: RIFORMA ART.18 RIDUCE INCERTEZZA PROCESSI - Con la riforma del lavoro ''si riduce l'incertezza che circonda gli esiti dei procedimenti'' sui licenziamenti. Lo sottolinea la nota di Palazzo Chigi. ''A questo fine - si legge - si introduce una precisa delimitazione dell'entita' risarcitoria eventualmente dovuta e si eliminano alcuni costi indiretti dell'eventuale condanna''. Cosi' ''il costo sostenuto dal datore di lavoro in caso di vittoria del lavoratore e' 'svincolato' dalla durata del procedimento e dalle inefficienze del sistema giudiziario''.

"azione mirata a occupazione giovani e lavoratori ESPULSI" – “Le azioni” del disegno di legge di riforma del mercato dellavoro varato dal Consiglio dei ministri di oggi sono rivolte - spiega la nota di palazzo Chigi - ai “giovani al primo ingresso (per i quali l'azione prioritaria qualifica la formazione all'interno del contratto di apprendistato)”. “Ai lavoratori già inseriti o sospesi in via temporanea (occorre valutare ruolo e attività dei Fondi Interprofessionali per allargare la loro capacità di intervento e per rafforzare il loro ruolo nella sinergia tra politiche attive e politiche passive nonchè sulla qualità della loro offerta formativa permanente); ai lavoratori espulsi o da ricollocare (è necessario evitare che i lavoratori sospesi per lungo tempo od espulsi siano progressivamente disconnessi dal mercato del lavoro e accrescano bacini di disoccupazione di lunga durata. Si devono porre, in particolare nei processi di ristrutturazione, specifici impegni - da inserire eventualmente all'interno di accordi di accesso a politiche passive - a carico delle Parti Sociali per il reimpiego di questi lavoratori, attraverso azioni di riqualificazione e di accesso a nuove opportunità di occupazione; ai soggetti con caratteristiche di difficile occupabilità e inattivi (occorre delimitare il target, prevederne il censimento e creare aree di accesso ai servizi del lavoro specifiche, rafforzando la rete di orientamento e di servizi per il loro inserimento nel mercato del lavoro e promuovendo politiche di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro”.
 
LA VALORIZZAZIONE DEGLI APPRENDISTATI - Il nuovo impianto del mercato delle professioni attribuisce massimo valore all'apprendistato, inteso nelle sue varie formulazioni e platee, che diviene il 'trampolino di lancio' verso la maturazione professionale dei lavoratori. A evidenziarlo e' il comunicato di Palazzo Chigi. E' un punto sul quale, si sottolinea, tutte le parti coinvolte nella concertazione si sono trovate d'accordo. E' per questo motivo che la riforma insiste fortemente sul valore formativo dell'apprendistato. Si introduce, a tal fine, un meccanismo che collega l'assunzione di nuovi apprendisti al fatto di averne stabilizzati una certa percentuale nell'ultimo triennio (50%); si prevede la durata minima di sei mesi del periodo di apprendistato (ferma restando la possibilita' di durate inferiori per attivita' stagionali); infine, si innalza il rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati dall'attuale 1/1 a 3/2
 
EQUITA’ DI GENERE: QUOTE ROSA NELLE SOCIETA’ PUBBLICHE - La quinta area del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro ''e' quella dell'equita' di genere. Oggi, la partecipazione delle donne al mercato del lavoro risulta ancora limitata rispetto a quella degli uomini. Il divario risulta particolarmente ampio nel Mezzogiorno e tra le fasce meno qualificate e' presente anche tra le fasce qualificate e di vertice (ad oggi, infatti, anche le giovani laureate trovano lavoro meno frequentemente dei colleghi maschi)''. E' quanto si legge nella nota di palazzo Chigi. ''Per diminuire questo divario - spiega la nota - la riforma interviene su tre ambiti. Il primo e' l'introduzione (a favore di tutti i lavoratori, per quanto il fenomeno riguardi prevalentemente le lavoratrici) di norme di contrasto alla pratica delle cosiddette 'dimissioni in bianco', con modalita' semplificate e senza oneri per il datore di lavoro e il lavoratore e il rafforzamento (con l'estensione sino a tre anni di eta' del bambino) del regime della convalida delle dimissioni rese dalle lavoratrici madri''. ''Il secondo ambito mira a favorire una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli. Viene quindi introdotto il congedo di paternita' obbligatorio. Il terzo ambito riguarda il potenziamento dell'accesso delle donne alle posizioni di vertice. Si approva il regolamento che definisce termini e modalita' di attuazione della disciplina delle cd 'quote rosa' alle societa' controllate da pubbliche amministrazioni''.
 
FONDO DI SOLIDARIETA’ PER SETTORI NON COPERTI DA CASSA INTEGRAZIONE - La riforma del mercato del lavoro istituisce un fondo di solidarietà per la tutela dei lavoratori nei settori non coperti da cassa integrazione straordinaria. E' quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. "La riforma prevede la salvaguardia e l'estensione della cassa integrazione guadagni - spiega il Governo - un importante istituto assicurativo che ha permesso alle imprese italiane di affrontare la crisi meglio che in altri paesi. L'istituto, infatti, offre un'integrazione salariale in caso di riduzione dell'orario di lavoro durante una congiuntura sfavorevole, consentendo di adeguare rapidamente l'orario dilavoro al calo di domanda, preservando però i singoli rapporti di lavoro e il loro contenuto di professionalità e di investimento".

ABUSI E RITO ABBREVIATO – “Il datore di lavoro può essere condannato solo al pagamento di un' indennità”: con queste parole il governo ha confermato la linea del no sul reintegro dei lavoratori licenziati per motivi economici. “Particolare attenzione è riservata all'intento di evitare abusi”, aggiunge la nota di Palazzo Chigi mentre è prevista l'introduzione di un “rito procedurale abbreviato per le controversie in materia di licenziamenti, che ridurrà ulteriormente i costi indiretti del licenziamento”.
 
ACCORDI SULL' ESODO - Le aziende possono stipulare accordi con i sindacati per incentivare l'esodo dei lavoratori anziani. È la “facoltà” prevista dal documento approvato dal Consiglio dei ministri. “La riforma crea una cornice giuridica per gli esodi con costi a carico dei datori di lavoro”.
 
CONGEDI PATERNITA' - La parola magica è “obbligatori” e saranno introdotti almeno inizialmente in via sperimentale. Per il mercato del lavoro e per la conciliazione tra lavoro e vita di donne e uomini, i congedi di paternità rappresentano una novità di grande rilievo. Si tratta per ora di “qualche giornata obbligatoria”, ha spiegato Fornero che ha aggiunto: “Spesso questo congedo viene visto con sospetto nei luoghi di lavoro e i padri che lo chiedono vengono indicati come persone non motivate”, un pregiudizio che potrebbe trasformarsi in un “ostacolo per la carriera”. “In Europa - ha concluso - ci sono buonissime pratiche” sull'argomento.

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di Davide Gambardella
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