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Tra le norme la moratoria del nucleare: è polemica

Dl Omnibus: il nuovo imbroglio si chiama “fiducia”

Le opposizioni insorgono: “Il governo teme i cittadini”

Dl Omnibus: il nuovo imbroglio si chiama “fiducia”
23/05/2011, 19:05

ROMA - Si vede quando i Ministri della Repubblica Italiana hanno da fare. E così, poichè sono disponibili solo per l'inizio di questa settimana, il governo decide di tranciare la discussione sul decreto Omnibus, in scadenza il 30 maggio, cioè lunedì prossimo, imponendo il voto di fiducia.
Il decreto (si chiama Omnibus perchè contiene un po' di tutto, in aperto contrasto con la Costituzione Italiana) prevede tra le sue norme l'aumento delle accise sulla benzina, la proroga per un anno degli incroci tra proprietà di Tv e di giornali e soprattutto la moratoria sul nucleare.
Ed è soprattutto su questo punto che c'è la protesta dell'opposizione. Infatti la norma prevede la sospensione del progetto di costruzione delle centrali nucleari fino a che "non saranno stati assicurati standard rigorosi di sicurezza". Ovviamente si tratta dell'ennesimo trucco, questa volta per aggirare il referendum sul nucleare del prossimo 12 e 13 giugno.
E' un trucco destinato a fallire: se la Corte di Cassazione non stravolge la propria giurisprudenza non basta una moratoria, ma per cancellare il referendum ci sarebbe bisogno di una legge che andasse nella direzione voluta dai promotori del referendum stesso. Resta comunque il tentativo di confondere i cittadini italiani con queste misure.

LA REAZIONE DELLE OPPOSIZIONI E NON SOLO

Questa manovra dell’esecutivo, la cui finalità è anche quella di svuotare il referendum previsto a giugno per poi poter riproporre il nucleare in seguito, non piace alle opposizioni come anche alle associazioni ambientaliste. “L’ennesima scelta antidemocratica, dettata dalla paura di dare la parola ai cittadini e ricevere, come è avvenuto in Sardegna, una batosta”: i Comitati “Vota si per fermare il Nucleare” e “2 si per l’Acqua Bene Comune”, in presidio davanti a Montecitorio, protestano contro la questione di fiducia posta sul decreto Omnibus e contro l’atteggiamento del governo sul finto stop al nucleare.
Ma è soprattutto in ambienti parlamentari che si è sul piede di guerra. Il governo, secondo il Pd, “le prova tutte per sfuggire al voto degli italiani nel referendum indetto per il 12 e 13 giugno”. Nelle norme che l’esecutivo vuole imporre, infatti, ci tiene a ricordare il partito guidato da Pierluigi Bersani, non c’è nessun abbandono del piano nucleare “ma solo un rinvio”. Anche per Oliviero Diliberto, leader del Pdci-Fds, con la fiducia al decreto Omnibus, il governo ha teso ai cittadini italiani l’ennesimo imbroglio: “Dopo le stragi di Chernobyl e di Fukushima, la questione del nucleare è troppo importante per scippare ai cittadini il diritto di esprimersi al referendum. Ma si rendono conto, Pdl e Lega, che non si governa con gli artifizi e con gli imbrogli? E che i cittadini italiani - dice ancora il segretario dei Comunisti italiani - hanno il diritto di dire la loro. Il punto vero è che Pdl e Lega sono terrorizzati”.
Ma uno degli attacchi più duri arriva dal leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, per il quale il governo chiede la fiducia alla sua maggioranza “asservita, comprata e venduta perché non ha il coraggio di chiederla ai cittadini”. Tuttavia, ha aggiunto Di Pietro, “un governo che non ha questo coraggio si è già sconfessato da sè ed è meglio che vada a casa”.

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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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