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Entro 24 ore il governo deve trovare le misure giuste

Dl sviluppo, no della Ue, dei sindacati e dei mercati

Ma la Lega è ferma nel suo "no alle pensioni"

Dl sviluppo, no della Ue, dei sindacati e dei mercati
25/10/2011, 10:10

ROMA - Mancano solo 24 ore alla riunione in cui il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi dovrà presentare all'Europa il dl sviluppo ed un calendario ben preciso dei vari passi dello sviluppo, ed è ancora tutto in alto mare.
Innanzitutto, c'è la Lega Nord che ha detto di nuovo no all'innalzamento delle pensioni di anzianità a 67 anni. Anche la cena che si è svolta ieri sera ad Arcore non ha cambiato questo fatto. Un no che si è rafforzato oggi con le dichiarazioni di uno dei sindacalisti più vicini al governo, Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, che raramente si era espresso con parole altrettanto dure: "Non faremo passare un sopruso di questo genere".
Poi c'è la parte relativa ai condoni: ben 12, fatti per fare cassa. Ma in un modo che all'Europa non piace. Tanto è vero che immediatamente dopo l'Ansa che annunciava questa decisione, c'è stato il no pubblico della Ue e una nota del Ministero dello Sviluppo Economico che ha negato che ci siano condoni in vista. Ma nella bozza ci sono. Insieme alla solita norma ad personam, questa volta per assicurare a Marina e Piersilvio di mantenere il controllo sulla Fininvest.
Quindi si continua a trattare. Oggi, secondo quanto ha annunciato il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, non ci sarà alcun Consiglio dei MInistri. Si lavorerà solo per raggiungere l'accordo, mentre il dl verrà varato solo dopo l'incontro di domani a Bruxelles.Infatti, alle 11 è iniziato un vertice a Palazzo Grazioli a cui partecipano il Ministro degli Interni Roberto Maroni, il Ministro delle Riforme Roberto Calderoli, il vicepremier Gianni Letta e il segretario del Pdl Angelino Alfano. Ma queste cose non sono piaciute ai mercati: infatti le Borse questa mattina sono partite male. Ma è soprattutto lo spread, cioè la differenza, tra i titoli italiani a 10 anni e quelli tedeschi omologhi che danno la dimensione dell'apprezzamento o meno delle iniziative politiche in materia economica. E il fatto che questo dato sia in aumento (390 contro i 383 di ieri) dimostra che non c'è fiducia nell'attività del governo italiano neanche da quel lato.

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di Antonio Rispoli
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