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E' la fiducia n.30 per Monti

Dl Sviluppo, sì della Camera con 475 voti


Dl Sviluppo, sì della Camera con 475 voti
25/07/2012, 14:10

Via libera dell'Aula della Camera alla questione di fiducia posta dal governo sul decreto sviluppo. Sono stati 475 i voti favorevoli, 80 i contrari e 9 gli astenuti. Il voto finale sul testo comunque e' previsto attorno alle 20.

Con questa votazione, il governo Monti sale a quota 30 fiducie incassate sulle norme urgenti per lo sviluppo. Le prime due, quelle programmatiche, le ha ottenute il 17 e il 18 novembre dello scorso anno segnando (con 281 si' al Senato e 556 alla Camera) il record dei consensi mai ottenuti prima da un Esecutivo.

Il decreto legge sullo Sviluppo contiene le novità sulla flessibilità in entrata e sugli ammortizzatori sociali. La proposta di modifica riformulata prevede la riduzione, per i lavoratori stagionali, dei tempi di intervallo tra un contratto e quello successivo. Inoltre si agevola la possibilità di utilizzo dell’apprendistato, prevedendo anche l’assunzione a tempo indeterminato per gli apprendisti in somministrazione. Cambiano anche i tempi per le verifiche sulle false partite iva. I requisiti (dell’agente plurimandatario e del reddito minimo) dovranno essere rispettati per due anni, e non più per un anno come prevedeva la riforma del mercato del lavoro. Altra norma che riguarda i lavoratori autonomi è la sospensione dell’aumento dei contributi previdenziali, con l’aliquota che resterà ferma al 27%.

Per ‘compensare’ il blocco viene prevista l’accelerazione dell’incremento delle aliquote per i pensionati, che ricevono anche un altro reddito da lavoro. Secondo la riforma del mercato del lavoro si prevedeva di arrivare al 24% entro il 2018, ma con le nuove regole i tempi si accorciano al 2016. Mentre i lavoratori che beneficiano degli ammortizzatori sociali, per il 2013, potranno cumularli ai redditi da collaborazione, fino a un massimo di 3.000 euro. Con l’emendamento viene proroga al 2014 dell’utilizzo della mobilita’ con le regole attuali per gli over-50 del centro-nord e per tutti i lavoratori del centro-sud. Questa proposta sostituisce la richiesta di spostare di un anno l’Aspi (come prevedeva la formulazione precedente dell’emendamento). Di conseguenza il confronto fissato al 31 ottobre 2013 tra ministero del Lavoro, imprese e sindacati, viene spostato di un anno.

Per le aziende che sono in difficoltà viene data la possibiltà di utilizzare la cigs fino al 2015. Sempre per le imprese è prevista l’esclusione dalla base di computo del numero dei dipendenti i contratti a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi. Infine vengono agevolate le norme che consentono i trasferimenti dei rami d’azienda per le imprese sottoposte a procedure concorsuali. Il ministero del Lavoro avrà il compito di monitorare la situazione delle aziende in crisi, è per questo sarà istituito presso il dicastero un archivio degli accordi che prevedono le crisi aziendali. Nel dettaglio, per quanto riguarda i nuovi tempi per l’incremento delle aliquote contributive per le partite iva, la riforma del mercato del lavoro prevedeva un aumento ”al 27% nel 2012, al 28% nel 2013, al 29% nel 2014, al 30% nel 2015, al 31% nel 2016, al 32% nel 2017 e al 33% a decorrere dall’anno 2018”. Il nuovo sistema prevede invece la sospensione dell’incremento dell’aliquota per il 2013; per il 2014 si sale al 28% mentre per gli anni successivi saranno validi gli incrementi previsti dalla riforma. Per i pensionati-lavoratori la riforma prevedeva l’aliquota al 18% nel 2012, al 19% nel 2013, al 20% nel 2014, al 21% nel 2015, al 22% nel 2016, al 23%nel 2017 e al 24% a decorrere dall’anno 2018”. Il nuovo sistema fissa l’incremento al 20% nel 2013, al 21% nel 2014, al 22% nel 2015 e al 24% a partire dal 2016.

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di Veronica Riefolo
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