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Domenico Savio tra i promotori di un convegno nazionale su Stalin>


Domenico Savio tra i promotori di un convegno nazionale su Stalin>
16/03/2013, 11:43

Calunniato dai suoi detrattori e osannato dal suo popolo, non solo quando ha guidato i Paesi dell’ex Unione Sovietica alla costruzione del Socialismo, ma anche da morto se consideriamo che oggi, dopo sessant’anni dalla sua dipartita, secondo sondaggisti anticomunisti lo rimpiange almeno la metà del popolo russo attualmente ostaggio di un sistema sociale ed economico capitalistico a dir poco  selvaggio e in cui a farla da padrona è la mafia russa.  Si tratta di Josef Vissarionovic Stalin fautore, tra l’altro, della sconfitta del nazi-fascismo in Europa. In questi giorni la sua opera e la sua figura saranno degnamente e coerentemente ricordate e attualizzate a Firenze in un convegno nazionale organizzato dai comunisti del nostro Paese che si terrà domenica 17 marzo in via Alemanni 4 nella sede del dopolavoro ferroviario. Un’iniziativa partita anche dall’isola d’Ischia visto che tra i suoi promotori figura Domenico Savio, Segretario generale del  Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista che alle ultime elezioni politiche per il rinnovamento del Senato della repubblica, nella sola regione Campania ha ottenuto circa diecimila voti.  1953 - 5 MARZO – 2013. Ecco cosa ha scritto  Savio sulla sua bacheca face Book in merito all’evento di domani:
“Tra l’altro Stalin ha detto: “Può essere certo, compagno, che anche per l’avvenire sono pronto a sacrificare per la causa della classe lavoratrice, per la causa della rivoluzione proletaria e del comunismo universale, tutte le mie forze, le mie capacità e, se necessario, tutto il mio sangue, goccia a goccia” (dalla “Pravda” del dicembre 1929); “Non vi sono fortezze che i bolscevichi non possono espugnare” (da “Questioni del leninismo”); “E’ impossibile finirla col capitalismo, senza aver posto fine al socialdemocratismo nel movimento operaio” (ancora da “Questioni del leninismo); “… E’ necessario raggiungere un tale sviluppo culturale della società che assicuri a tutti i membri della società uno sviluppo completo delle loro capacità fisiche e intellettuali, affinché i membri della società possano ricevere un’istruzione sufficiente per diventare attivi fattori dello sviluppo sociale, abbiano la possibilità di scegliere liberamente una professione, non siano inchiodati per tutta la vita, in seguito alla sussistente divisione del lavoro, a una professione qualsiasi… Per questo occorre prima di tutto diminuire la giornata lavorativa per lo meno sino a sei e poi a cinque ore. Ciò è necessario affinché i membri della società abbiano abbastanza tempo libero per ricevere un’istruzione completa” (da “Problemi economici del socialismo” del 1952); "So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà".

In queste poche e striminzite citazioni notiamo il Suo totale attaccamento alla causa comunista sino al sacrificio della propria vita, la certezza del trionfo della giustizia e della verità di classe sulle menzogne diffuse dal nemico di classe e la lucida previsione materialistica e scientifica che l’umanità vivrà la sua nuova e superiore era prima del socialismo e poi del comunismo”.

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di Redazione
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