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Don Di Noto: "tagliati altri fondi dalla Regione Sicilia"


Don Di Noto: 'tagliati altri fondi dalla Regione Sicilia'
08/05/2013, 09:41

Avola (Sr), 7 maggio 2013 ----- “C’è forse da vergognarsi? Ma chi si deve vergognare? Ritorniamo da Roma, dopo l’incontro con Papa Francesco per la XVII Giornata Bambini Vittime della pedofilia e veniamo a conoscenza che la Regione Sicilia taglia i fondi alla tutela dell’infanzia e non alle clientele come la stessa stampa dichiara. Meter è stata ridotta sempre di più sul lastrico secondo logiche non comprensibili e giustificabili, nessuna equità adottata e che avevano dichiarato in Commissione Bilancio”. Stavolta don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore dell'Associazione Meter (www.associazionemeter.org) non ha peli sulla lingua e lo dice apertamente: dopo 23 anni di attività per i bambini, i piccoli e i deboli.

 

METER: RISCHIO SERVIZI PER I BAMBINI ABUSATI- Il sacerdote siciliano continua amareggiato: “Stiamo parlando di Meter, vi rendete conto?, di una delle realtà più accreditate e prestigiose presenti nel territorio nazionale, che è stata ridotta a ricevere a malapena briciole di finanziamenti, mettendo a rischio servizi nella tutela  e difesa dell’infanzia. E la nostra stessa sopravvivenza”. Poi aggiunge: “Sia chiaro, e lo diciamo perché tutti si rendano conto della gravità della situazione: a Palermo, all'Assemblea Regionale siciliana, Meter non ha nessun 'protettore' ma solo alcuni deputati vigilanti in una tabella H del bilancio siciliano che da tante dichiarazioni, non nostre, ma dagli stessi votata è definita 'corrotta'”.

FONDI DECURTATI- La tabella H è quella deputata alle realtà impegnate nel sociale, tabella che ha visto Meter sempre più in difficoltà con il taglio dei finanziamenti, passati da ca. 120.000 euro a consuntivo ogni anno (soldi comunque insufficienti, solo in Sicilia con n. 9 Gruppi territoriali in altrettante città) ad una cifra ancora più esigua, come spiega don Di Noto: “Meter ad oggi ha – se confermato – euro 63.000 senza nessuno sponsor politico, anzi sempre di più ogni anno penalizzati ( già più del 60% è stato decurtato): stiamo parlando, per chi lo dimenticasse, di tutela dei bambini, contro la piaga della pedofilia. Il nostro lavoro è sotto gli occhi di tutti, trasparente, visibile e non virtuale e presentato alla Commissione Bilancio della Regione Sicilia”.

CROCETTA, LOMBARDO E LA POLITICA: SOLO PAROLE- Il sacerdote siciliano considera poi la politica siciliana: “In questi anni tanti politici – non ultimo l'attuale governatore Rosario Crocetta – e prima ancora Raffaele Lombardo e numerosi deputati di vario schieramento politico hanno fatto visita alla nostra sede, ma non pare che abbiamo dato e offerto vantaggi o privilegi a Meter”. E a questo punto Di Noto osserva: “Che cosa ci stia dietro ogni manovra ancora oggi ce lo chiediamo, visto che in tanti anni nulla cambia e ci ha sempre penalizzato. Siamo stati convocati in Commissione bilancio a Palermo, lasciando un corposo dossier documentato e messo agli atti sulle attività prodotte nel nostro territorio siciliano e nazionale da parte dell'Associazione Meter, dove nessuno può minimamente criticarne l'efficacia degli interventi attuati a favore dei piccoli della collettività. Chiederò ancora una volta un incontro con Rosario Crocetta e con il Presidente della Commissione Bilancio.”.

NON SIAMO IN VENDITA- Don Di Noto conclude: “Se faccio queste affermazioni e informo la stampa nazionale di quanto sta succedendo in Sicilia, non è per chiedere potere o chissà cosa: Meter non è assolutamente clientelare e non vogliamo che lo si intenda. I bambini sono di tutti, non sono merce di scambio e con forza lo vogliamo sottolineare e ribadire. Semmai, alzo la mia voce perché non sono disposto a tacere: nonostante la penalizzazione Meter non si è mai tirata indietro. Ma ha bisogno di fondi adeguati per portare avanti la sua missione. Inoltre è bene che si sappia che è dal 2011 che non riceviamo dalla Regione Sicilia ciò che ci è dovuto. Una missione nata e cresciuta in Sicilia, cosa che i nostri parlamentari regionali dovrebbero per primi comprendere, difendere e tutelare. Ci siamo anche noi tra i fiori all'occhiello della Sicilia, anche noi rappresentiamo la parte migliore dell'Isola. E abbiamo diritto ad essere rispettati e presi in considerazione. Non è questione di ideologia, ma di civiltà”. E chiude la sua riflessione con un appello: “Bisogna vigilare sui finanziamenti pubblici. Da anni denunciamo il trattamento che subiamo e da anni non vediamo la giusta ed equa ripartizione delle somme destinate all’infanzia. Continuerò ad alzare la voce per i bambini e a mendicare per loro.”

 

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di Redazione
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