Politica / Politica

Commenta Stampa

I grillini: “Mandiamo tutti a casa e ricominciamo da capo”

Don Gallo a Grillo: "Referendum on line per alleanza con Pd"

Cassazione: M5s primo partito, 45mila voti in più del Pd

Don Gallo a Grillo: 'Referendum on line per alleanza con Pd'
06/03/2013, 19:50

GENOVA - Don Andrea Gallo invita Beppe Grillo a fare un referendum on line tra i suoi grillini, per decidere insieme a loro se fare o meno l'alleanza con Pd. E’ quanto il sacerdote ha detto a Radio 24 intervistato nell'ambito della trasmissione La Zanzara. “Beppe Grillo non ha bisogno di mediatori, tantomeno di me - ha dichiarato don Gallo -. Il Paese è a pezzi. C’è bisogno che Beppe coi suoi elettori vada al tavolo per avere dei cambiamenti e metterli alla prova. Questa è l'occasione per sputtanarli definitivamente. E’ fondamentale incontrarsi col Pd, vista la situazione catastrofica del Paese. Auspico almeno per un anno un’intesa tra il centro sinistra e i Cinque Stelle. Beppe faccia un referendum on-line rivolgendosi ai suoi milioni di elettori, per sapere quanti di loro sarebbero disposti a un accordo” Quando al capogruppo designato di M5s, Roberta Lombardi, che aveva avuto parole non negative rispetto al fascismo, don Gallo ha aggiunto: “Non sa cosa sia il fascismo: arroganza, razza superiore. Vada a rivedersi la storia, approfondisca. Il fascismo e' la negazione della democrazia. Se sostiene un fascismo buono, si dovrebbe dimettere”.

“Mandiamo tutti a casa e ricominciamo da capo”. Resta questo lo spirito del M5S secondo il sociologo Paolo Natale che con Roberto Biorcio, docente universitario di Scienza della politica, è autore del libro “Politica a 5 Stelle” (Feltrinelli) sulle idee, la storia e le strategie del Movimento di Grillo. Gli autori, che non credono dunque sia adesso possibile “un accordo programmatico di governo”, hanno cercato di spiegare nel loro saggio anche il “ruolo positivo” che questa nuova formazione “pur tra importanti contraddizioni” può avere per il miglioramento della politica. “Sarebbe controproducente oggi allearsi con le vecchie classi politiche. Non si arriverà a nessun accordo di governo” dice Natale all'Ansa. “Il M5S non vuole allearsi né con la destra né con la sinistra, vuole mantenere le mani libere” sottolinea Biorcio e spiega: “la verità novità del M5S è la fine del bipolarismo e la creazione di un terzo polo. Si vedrà piuttosto quali singole proposte sarà disposto ad appoggiare il Movimento di Grillo. Una soluzione simile a quella del governo siciliano”. Insomma, la “partita è aperta” dice Biorcio. I grillini “puntano a valorizzare il ruolo del Parlamento come luogo di decisione rispetto a chi governa. Sono in controtendenza rispetto agli ultimi vent’anni. Un po’ come era il Partito Comunista negli anni ‘60 che in Parlamento ha portato una serie di proposte ma non era al governo. E’ il principio del ‘chiunque ci governa dovrà fare i conti con noi’. In questi anni si è sempre parlato di governabilità e non del Parlamento che deve avere una sua autonomia. Un'idea più simile a quella della Prima Repubblica”. Poi, al governo i grillini sarebbero “i nuovi arrivati. C’è un problema di tempi di maturazione”. E ci sono anche le diverse anime del M5S che devono armonizzarsi. Natale e Biorcio ne individuano quattro: “I Militanti, vale a dire quelli del Vday, e i Guachisti che sono i delusi dalla sinistra. Sono i due gruppi più antichi. I più recenti sono i Razionali che pensano ci voglia un movimento così per svecchiare la vecchia politica e i Menopeggio, la fascia più debole e più qualunquista che poteva finire in derive di destra. Forse ad alcuni andrebbe bene allearsi con il Pd, ad altri no. Bisogna cercare di mantenere una linea di condivisione” dice Natale. Gli autori del libro paragonano anche la forza comunicativa di Beppe Grillo a quella di Silvio Berlusconi: “è un piccolo parallelo che riguarda la capacità di comunicare con grande appeal. Berlusconi usava le tv, Grillo usa il blog, la rete”. La cosa certa è che la forza del Movimento e' stata sottovalutata. “Alcuni editori hanno rifiutato il nostro libro - racconta il sociologo - perché consideravano il M5S un fenomeno passeggero e questo è indicativo della miopia della classe dirigente italiana. Non solo non hanno capito cosa succedeva nella testa degli elettori ma non si sono neppure preoccupati di capire questo fenomeno tacciandolo di qualunquismo, che c’è, ma insieme a un nuovo orizzonte per il futuro dell'Italia”. “E’ stata sottovalutata - sottolinea Biorcio - la sofferenza delle persone”. Nelle cause viene individuata anche una somiglianza con il fenomeno leghista e con i primi anni della contestazione giovanile: “anche allora c’era disaffezione, si andava contro la classe politica ma i contenuti sono molti diversi. Sono stati 1 milione e mezzo i voti in più alla Camera di giovani dai 18 ai 25 anni. E questo non è solo un movimento di protesta, c’è una visione nuova dei rapporti economici e sociali. Molti la chiamano utopia”.

Intanto la Cassazione fa sapere che il Movimento 5 stelle risulta con 45.372 di differenza alla Camera il primo partito (ha ottenuto 8.691.406 voti) e il Partito democratico (8.646.034).

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©