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Donne, Cortese (PD): "a Cagliari per discutere di rappresentanza di genere"


Donne, Cortese (PD): 'a Cagliari per discutere di rappresentanza di genere'
14/09/2012, 14:34

“Oggi sono a Cagliari per discutere con l’Ordine degli avvocati e con rappresentanti delle istituzioni provenienti da tutta Italia dell’annoso problema della rappresentanza di genere. Una questione aperta da sempre e da sempre marginalizzata dalle nostre istituzioni e dalla nostra politica”. Lo rende noto Angela Cortese, consigliere regionale del Pd. “Invece – prosegue la Cortese - l’argomento è serissimo: l’altra metà del cielo, alla quale diverse ricerche  riconoscono doti di gestione e di buon senso superiori a quelle degli uomini, è ridotta in un angolo e attende da troppo tempo un segnale di civiltà. Nel 2009, al termine della passata consiliatura, la Regione Campania si è munita di una legge elettorale all’avanguardia, che ha introdotto le cosiddette ‘quote rosa’. Un’innovazione che ha aperto un solco nuovo nella battaglia per la rappresentanza di genere, passaggio obbligato perché si realizzi una democrazia veramente e pienamente compiuta”.

“Ma è ancora lunghissima la strada da percorrere – osserva la consigliera del Partito Democratico -: nel 2011 solo il 10,73% dei Comuni italiani, gran parte  dei quali (il 46,89%) con meno di 2mila abitanti, ha un sindaco donna e quanto a rappresentanza femminile Sud e isole sono agli ultimi posti”.

“Nel corso di un convegno tenutosi l’anno scorso - prosegue la consigliera democratica - è stata avanzata l’ipotesi di un pronunciamento della Corte dei Conti verso tutti quegli enti locali che non hanno attuato le norme sulla adeguata rappresentanza femminile nelle giunte e che per difendere un atto contro legge hanno speso soldi pubblici per ricorrere al Tar e al Consiglio di Stato. Tra questi, c’è anche l’esecutivo regionale della Campania”.

“Tra le proposte emerse nel corso della giornata di studi - conclude Angela Cortese – c’è quella di una legge elettorale ‘women friendly’, che preveda l’elezione del 50% di donne negli organi collegiali delle istituzioni nazionali e locali, con sanzioni pecuniarie o tagli ai rimborsi elettorali per i trasgressori o, ancora, ipotesi di rimborsi elettorali in proporzione al numero delle donne elette. Forzature necessarie per realizzare quel riequilibrio che la politica da sola non è mai stata in grado di perseguire”.

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di Redazione
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