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Il governatore: "in Renzi ci sono modelli da rottamare"

Dopo l'apertura di Bersani, Vendola attacca Renzi

Il sindaco: "Ai provocatori rispondiamo con un sorriso"

Dopo l'apertura di Bersani, Vendola attacca Renzi
07/10/2012, 17:30

L’Assemblea nazionale del Pd ha dato i suoi buoni frutti e pace è fatta all’interno del partito. Larghissima è stata la maggioranza, solo 8 voti contrari e un astenuto per l’approvazione della modifica transitoria dell’articolo 18 dello statuto che permette a qualsiasi iscritto del partito di candidarsi alle prossime primarie. In questo modo il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, potrà concorrere alla leadership del Pd.

È stato inoltre approvato il documento che regola le norme d’accesso per i candidati alle primarie: sarà necessario per ognuno di loro raccogliere le firme di almeno il 10% dei componenti dell’assemblea del Pd o il 3% iscritti all’anagrafe del Partito.

Alta è stata la soddisfazione di Bersani che ha potuto esultare esclamando: “ È stato un capolavoro di Democrazia” aggiungendo “Se usciamo bene dalla vicenda delle primarie, non ci ammazza più nessuno”.

Renzi, dal canto suo, confessa di fidarsi ora di Bersani: “Dicono che non saranno fatte leggi ad personam e io ci credo, non è questa una giornata in cui voglio fare polemica perché bisogna parlare dei problemi della gente”. 

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 17:30 DI EMANUELE DE LUCIA

Se un certo equilibrio sembra ristabilito tra il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il sindaco di Firenze Matteo Renzi, sembra invece partita con toni ben più aspri la campagna elettorale dell'esterno al Pd, il governatore della Puglia Nichi Vendola. "In Renzi c'è una marcata adesione a modelli culturali che io penso debbano essere rottamati". In questa dichiarazione di Vendola a Sky tg24 c'è una voglia di rottamare il "rottamatore" per eccellenza, Matteo Renzi. Il governatore della Puglia, leader di Sinistra ecologia e libertà non ha risparmiato nessuno dei suoi avversari e ha dichiarato che occorre "rottamare la subalternità culturale di certa sinistra al modello liberista che sta scorticando l'Europa. Tanto Bersani quanto Renzi oggi sono miei competitori, ma spero che la competizione non scalfisca i rapporti umani e non precipiti nella violenza verbale. Io ho costruito un pezzo del mio cammino con alcuni dei protagonisti del Pd e in alcuni casi li ho contrastati. Ma non tanto per l'età, quanto per le posizioni politiche".
Nella discesa in campo per le primarie, Nichi Vendola ha posto soprattutto l'accento sulla sua leadership nel centrosinistra in polemica con l'attuale governo tecnico. Se la campagna elettorale per le primarie di Renzi rimarca una parola che pone al centro dell'attenzione il presente, "Adesso", la campagna di Vendola sottolinea la voglia di opporsi alla politica attuale con lo slogan "Oppure Vendola". E il suo intervento di ieri nella sala del Museo Archeologico Virtuale di Ercolano ha voluto ribadire principalmente un concetto: "Mi auguro che dalle primarie emerga uno tsunami capace di cancellare l'ipotesi ed esorcizzare lo spettro di un Monti bis. Questo paese ha subìto già troppo dal governo dei tecnici". Ma è soprattutto l'opposizione tra i candidati Vendola e Renzi che emerge nel panorama del centrosinistra. Sempre nella giornata di ieri, durante la tappa a Potenza il sindaco di Firenze ha evitato polemiche con il suo avversario pugliese: "E' stata una giornata nella quale si sono cercati più i punti di unione che quelli di divisione. Adesso il confronto è sulle idee". Su Facebook invece Renzi ha risposto alla provocazione di Vendola, pur senza nominarlo: "Vedo che dopo la serenità di ieri, qualche candidato alle primarie immagina di alimentare la polemica attaccando gli altri. In modo gratuito peraltro. Va bene così. Ognuno risponde per se stesso. Io non parlo male degli altri, noi vogliamo parlare bene dell'Italia. Per cui invito tutti i miei amici a non cadere nelle provocazioni. Siamo pronti a confrontarci sulle idee ovunque. Ma agli attacchi gratuiti, rispondiamo con l'arma più bella, il sorriso".
Il confronto tra Vendola e Renzi si è anche spostato sui numeri, sulle azioni operate singolarmente dai due amministratori. "Ho ridotto il mio stipendio di altri 50 mila euro - ha dichiarato Vendola -, ci voleva un segno di assoluta sobrietà perché chi fa politica, deve sentire il dolore del paese. Non è un modo strumentale di affrontare la questione. Ho molti critici e pochi emulatori. La mia campagna per le primarie avrà un costo molto vicino a zero euro. Per la manifestazione di ieri, abbiamo speso in tutto 8 mila euro. Ci reggiamo sul volontariato, non abbiamo finanziatori privati o gruppi internazionali che mi appoggiano". Dal suo canto, il sindaco di Firenze in tutte le tappe ha detto ironicamente: "Dire qualcosa di sinistra? Io non le dico, da sindaco di Firenze le cose di sinistra le ho fatte. Sono stato il primo sindaco di una città che ha avuto la forza di fare il piano strutturale a volumi zero, con la valorizzazione dell'ambiente e contro gli interessi consolidati. Ho messo un buon numero di donne in giunta e introdotto risorse sul welfare e investito in innovazione".

 

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di Claudia Annunziata
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