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Napoli. Venerdì i nuovi assessori. Lo ha chiesto Cosentino

Doppi incarichi e l'Udc: il Pdl in crisi prima di iniziare


Doppi incarichi e l'Udc: il Pdl in crisi prima di iniziare
10/05/2010, 11:05

NAPOLI - Il nuovo consiglio regionale si presenterà ai campani dopodomani (12 maggio) con molti nodi ancora da sciogliere. Non solo per la questione dei condannati e degli inquisiti, puntualmente candidati dai partiti ed eletti. Alla faccia della trasparenza, della questione morale, della legalità e della classe dirigente. Sul tavolo c’è innanzitutto il problema della composizione della nuova giunta. Il “toto-assessori” ormai non serve più. Pure perché le idee sono poche e confuse su diversi aspetti.
Il neo presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha incontrato Nicola Cosentino. Una discussione lunga, durante la quale sono stati affrontati diversi temi. Il coordinatore regionale del Pdl ha stabilito i tempi: la giunta dovrà essere presentata entro venerdì 14 maggio. Costi quel che costi. Il centrodestra aveva la possibilità di dare un’immagine nuova, rispetto all’imminente passato. Poteva già fornire segnali di cambiamento e presentarsi in aula il 12 maggio con la giunta nominata. Invece no. I dissidi e gli scontri interni, la resa dei conti nel Pdl e tra il Pdl e l’Udc, hanno imbrigliato Caldoro. Ecco perché il neo presidente si è affidato al peso, all’esperienza ed alla capacità di Nicola Cosentino.
Il primo punto riguarda il rapporto tra il Popolo delle libertà ed i consiglieri eletti che puntano ad una poltrona di assessore. Ermanno Russo, Fulvio Martusciello e l’immancabile Pietro Diodato. Quest’ultimo si è proposto per tutte le cariche: candidato a sindaco di Napoli, capogruppo in Consiglio del Pdl ed assessore regionale. L’uomo fidato di Italo Bocchino è da mesi in guerra con Nicola Cosentino e non perde occasione per alimentare una guerra interna al partito che ha suscitato, anche al Comune di Napoli, dei malumori nel gruppo consiliare. Russo, Martusciello e Diodato spingono per entrare nell’esecutivo ma non vogliono dimettersi dal Consiglio. Il classico doppio incarico che proprio Caldoro, appena dopo la vittoria, ha fatto sapere di non gradire. Sulla stessa lunghezza d’onda Nicola Cosentino. Anche per il coordinatore “azzurro” i consiglieri che vogliono entrare in giunta dovranno abbandonare l’Assise. La partita è tutta qui. Un braccio di ferro tra i vertici regionali del Pdl e i consiglieri eletti. Pure i partiti che compongono al destra estrema si schierano contro i doppi incarichi. “Se Caldoro torna indietro e consentirà agli assessori di mantenere il seggio in Consiglio - spiega a Julienews Raffaele Bruno, segretario vacario nazionale del Msi-con Rauti - manifesteremo il nostro dissenso sotto la Regione”.
Enormi ritardi, contrati e litigi che limitano il raggio di azione del neo presidente, il quale non ha ancora capito se deve lavorare per comporre una giunta politica, e quindi fatta di consiglieri ed esponenti di partito, oppure lavorare ad un governo tecnico, formato da professionisti affermati nei rispettivi settori di competenza.
Il Consiglio si insedierà mercoledì (12 maggio) alle 11 e 30. La seduta sarà presieduta dal consigliere anziano, Luca Colasanto. E proprio dal dibattito potrebbero emergere le linee guida del prossimo governo campano. Anche perché Cosentino e Caldoro, in queste ore, lavoreranno sodo per consentire al centrodestra di arrivare in aula con le idee più chiare.
I “guastatori” non mancano, come detto. Amedeo Laboccetta, deputato finiano, è stato categorico: “Chiedo a Caldoro e Cosentino di convocare una riunione con al delegazione parlamentare campana proprio sul tema della giunta”. Tutti vogliono metterci bocca, nessuno vuole correre il rischio di restare escluso dalla partita. Fibrillazioni che depotenziano il neo presidente. L’immagine di Caldoro è nettamente inversa a quella del suo predecessore, Antonio Bassolino. Stefano Caldoro costretto a subire l’atteggiamento, gli “out out” e le decisioni dei partiti e delle lobby; Antonio Bassolino, invece, ascoltava i partiti ma alla fine decideva lui. E questo era chiaro a tutti.
Il secondo nodo da sciogliere è quello del rapporto con l’Udc e del peso specifico da riconoscere agli esponenti dello “scudocrociato” nel nuovo governo regionale. Non si parla di programmi. E’ una questione di spartizione e di lottizzazione del potere. L’Udc chiede tre assessori. Probabilmente con due poltrone l’accordo si chiude.
Nella seduta di mercoledì prossimo il quadro sarà più chiaro pure perché il Pdl sarà costretto a nominare il capogruppo. Il Pd ha già scelto: Peppe Russo è stato eletto all’unanimità ed Antonio Valiante si avvia verso la vicepresidenza dell’assemblea. Il capogruppo dell’Italia dei valori, invece, sarà Eduardo Giordano che ha avuto la meglio su Nicola Marrazzo.
Caldoro e il Pdl sono in stand by. Determinante l’intervento di Nicola Cosentino per evitare di entrare in crisi ancora prima di iniziare.

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di Giovanni De Cicco
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