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"Avvisi di garanzia per eliminare dalla scena politica"

‘Dossier Caldoro’ e pressioni sui giudici: indagato Cosentino


‘Dossier Caldoro’ e pressioni sui giudici: indagato Cosentino
12/07/2010, 20:07

NAPOLI – Ormai è ufficiale. Anche Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino sono iscritti nel registro degli indagati, relativamente all’inchiesta romana nata dagli appalti nell’eolico. Uno scenario, quello che si va delineando, che assomiglia da vicino a quella che è passata alla storia come “Loggia P2”. P3, in questo caso, come è stata già ribattezzata dai media. Cosentino, in particolare, è accusato di aver preso parte, con l’ormai ex assessore regionale Sica, al ‘complotto’ ordito ai danni del presidente Caldoro, volto a destabilizzare la sua credibilità in vista delle allora imminenti elezioni regionali.

Quella dell’inchiesta sull’eolico è una lista lunga ed ‘eccellente’, che già comprendeva i nomi illustri di Ernesto Sica (assessore all’Avvocatura della Regione Campania, dimessosi domenica) e di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, mentre sono già scattate le manette per il costruttore Arcangelo Martino, il geometra Pasquale Lombardi e l’imprenditore Flavio Carboni. Il senatore del Pdl ed il sottosegretario all’Economia sono sotto indagine per associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulle logge segrete.

Il senatore Marcello Dell’Utri risulta tra i presenti ad una cena che si tenne a casa di Verdini il 23 settembre 2009, quando era in ballo il Lodo Alfano. In quell’occasione il sodalizio guidato da Carboni avrebbe progettato un’azione di avvicinamento dei giudici della Corte Costituzionale che di lì a poco avrebbero dovuto pronunciarsi sullo ‘scudo’ ideato per le prime tre cariche dello Stato. Stando alle indagini, a quella cena erano stati invitati anche Martino, Lombardi, il sottosegretario Giacomo Caliendo ed i magistrati Antonio Martone ed Arcibaldo Miller: le posizioni di tutti i presenti sono attualmente al vaglio dei magistrati romani. Il senatore Dell’Utri, inoltre, avrebbe preso parte a più riunioni svolte per gli appalti sull’energia eolica e che videro presenti, tra gli altri, Carboni, Verdini ed Ugo Cappellacci, presidente della regione Sardegna.

Su Nicola Cosentino pesa un grave sospetto, di quelli che potrebbero destabilizzare il partito dalle fondamenta. E’ infatti indagato per l’episodio legato al dossier che puntava a screditare Stefano Caldoro e che sarebbe dovuto finire in pasto ai media quando l’attuale presidente della Regione Campania era nel pieno della campagna elettorale; Cosentino inoltre avrebbe, sempre secondo l’accusa, esercitato pressioni sulla Cassazione per una rapida fissazione dell’udienza in cui si doveva discutere della legittimità della misura cautelare emessa nei suoi confronti della magistratura napoletana.

Secondo il portavoce di Cosentino, Paola Picilli, il sottosegretario all’Economia “è rimasto tranquillo” alla notizia dell’avviso di garanzia notificatogli dalla Procura di Roma. Cosentino, ha spiegato all’Asca la Picilli, può “sempre contare sull’incoraggiamento del premier Silvio Berlusconi”. Spalle forte quindi, adatte per reggere bene anche questa ennesima mattonata giudiziaria. Non ci sarebbe, ha spiegato la portavoce, nessun parallelo col caso Aldo Brancher: “Quello è stato un caso limite, altrimenti la politica sarebbe guidata da magistrati e giornali”.

Nulla si muove quindi sul versante delle dimissioni, malgrado il leader dell’Udc Pierferdinando Casini si sia già detto pronto a ripresentare la mozione di sfiducia (“L'abbiamo già presentata una volta, siamo garantisti ma esiste un problema di opportunità. Siamo pronti a rivotarla”) ed Enzo Amendola, segretario regionale del Pd, chieda a gran voce che Cosentino lasci l’incarico (''Cosentino si deve dimettere immediatamente da sottosegretario con la delega importantissima al Cipe: non e' possibile amministrare denaro pubblico quando potresti far parte di una lobby economico - affaristica''). La risposta del coordinatore regionale del Pdl è tutta nelle parole riportate dal suo portavoce: “
Gli avvisi di garanzia sono un mezzo per levarti dalla scena politica”.

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di Nico Falco
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