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Umberto Bossi ne è convinto: “Ho il si di Berlusconi”

Due ministeri al Nord? Disputa tra Pdl e Lega

Alemanno dubbioso. Di Pietro: “Marchetta elettorale”

Due ministeri al Nord? Disputa tra Pdl e Lega
23/05/2011, 20:05

ROMA - Che sia una “marchetta elettorale alla Lega”, così come ha voluto definirla il leader di IdV Antonio Di Pietro, una sorta di tacito accordo per tenere buono il Carroccio in vista dei ballottaggi, o meno, sta di fatto che l’ipotesi di uno spostamento di alcuni ministeri ha acceso la polemica all’interno della maggioranza stessa. Dovrebbero essere due i dicasteri che andranno al Nord: almeno è questa la proposta della Lega, di cui sembrano esserne convinti i lumbard. Tale proposta però sembra far traballare nuovamente l’asse tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi.
Il leader della Lega e ministro delle Riforme, senza considerare la contrarietà dei vertici del Popolo delle libertà, ha annunciato che a Milano potrebbe arrivare un ministero di peso come quello dell’Economia. E per alzare la posta in palio dice che con il premier l’accordo esiste già. E quindi “a parola data non si torna indietro”. Il presidente del Consiglio, a sua volta, prova ad abbassare i toni, visto che tra breve ci saranno anche i ballottaggi e le fratture nella maggioranza non appaiono un buon biglietto da visita con cui presentarsi al secondo turno delle amministrative. Nel capoluogo lombardo arriveranno dei “dipartimenti”, è stata la risposta più pacata e studiata del premier. Ma questa ipotesi fa insorgere il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, che avverte: “Così salta ogni intesa”. Proprio Alemanno, infatti, ci tiene a sottolineare che Berlusconi ha parlato di “decentramento”, non certo di spostamenti dei ministeri, facendo capire come a lui l’ipotesi di spostamento al Nord di due dicasteri non piace affatto.
Al di là degli scontri interni alla maggioranza però, il punto sembra essere un altro. Ben venga chi ritiene che spostare i ministeri al Nord sia una proposta assurda, dispendiosa e che soprattutto non risolve i problemi reali del Paese. Già ora, infatti, i ministeri si occupano di tutta Italia e risulta più che insensato sprecare ulteriori soldi per quella che l’ex magistrato Antonio D Pietro ha giustamente definito “una marchetta elettorale alla Lega”, “una prostituzione politica a cui occorre mettere fine”. I problemi da affrontare e risolvere sono altri.

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di Antonio Formisano
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