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Faida Pdl, ancora accuse tra il ministro e la parlamentare

Duello Carfagna-Mussolini, Vendola: "Guerra tra bande"


Duello Carfagna-Mussolini, Vendola: 'Guerra tra bande'
21/11/2010, 19:11

ROMA - La faida intestina al Pdl e le diatribe scoppiate tra Mara Carfagna ed Alessandra Mussolini  sono il segnale eloquente che ormai "nel Pdl c'è una guerra tra bande” e il caso Carfagna “ne è la dimostrazione". Ad affermarlo è il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ospite de “L'intervista" di Maria Latella su SkyTg24, dopo le ultime battute al vetriolo tra il quasi ex ministro del Governo Berlusconi e la parlamentare nipote del duce. Carfagna aveva giudicato poco eleganti le sortite della sua avversaria definendola “vaiassa” (cafona, in napoletano), mentre la Mussolini ha chiesto al presidente della Camera Gianfranco Fini di tutelarla dagli attacchi. Ma lo sfogo di Carfagna va al di là del Parlamento e tocca direttamente il cuore del partito in Campania. Il ministro infatti in un’intervista al Mattino ha lanciato strali contro la gestione Cosentino invitando il premier a riprendere in mano le redini del partito. Accuse che hanno immediatamente innescato un tourbillon di polemiche e un’analisi fredda del leader di Sel, il quale, intervenuto sulla questione del caos rifiuti in Campania, e sulle conseguenti minacce di dimissioni del ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, ha detto: "Credo che la guerra per bande sia ormai la cifra dell'attuale situazione politca del centrodestra. Tuttavia noto che il premier Silvio Berlusconi non può o non si vuole emancipare dalle relazioni con il mondo di Nicola Cosentino (l'ex sottosegretario che si è dimesso perché indagato nell'inchiesta sugli appalti della cosiddetta nuova P2, ndr). Qesto è il dato più inquietante di questa vicenda".
Non poteva mancare però un riferimento alle tribolazioni all'interno della sua area: "A sinistra da troppo tempo c'è una sorta di conte Ugolino che tende a divorare tutto ciò che incontra per strada", ha detto Vendola. Secondo il leader di Sel "guerra per bande e questione psicanalitica non sono sovrapponibili" perché "a sinistra è una questione di contrasti" tra strategie politiche e non c'è una guerra per bande sul potere e gli affari. "A destra - ha aggiunto - c'è anche una questione criminale. E' difficile convivere in una casa comune plurale dove la diversità non sia considerata una minaccia, un pericolo, ma una forma di arricchimento". Vendola ovviamente non intende archiviare le primarie. "Credo che siano necessarie. Penso che il popolo del centrosinistra le consideri uno strumento fondamentale per rivitalizzare questa coalizione che tante volte è stata in affanno e ha faticato a trovare le parole per descrivere il Paese reale". Quanto alle primarie a Milano (vai allo speciale di Sky.it), per Vendola "ha perso chi ha inteso militarizzare quella contesa".
 

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di Davide Gambardella
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