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È un vento che cambia … e agita la maggioranza

E alla fine arriva Pisanu a chiedere le “larghe intese”


E alla fine arriva Pisanu a chiedere le “larghe intese”
08/09/2011, 10:09

Questa volta ci pensa Beppe Pisanu ad agitare le acque della maggioranza. In che modo? Proponendo una soluzione sempre auspicata da Pd e Terzo Polo, ma non di sicuro dal Pdl. Nessuno si sarebbe aspettato tale ipotesi, ancora meno tra i banchi della maggioranza stessa. Eppure il tabù è stato infranto. Un passo indietro di Silvio Berlusconi e poi un governo di larghe intese. Strano, ma vero: anche tra le fila del Pdl viene ora invocata la “soluzione tecnica”. Lo fa Beppe Pisanu, appunto, allo stato attuale ancora iscritto nel gruppo Pdl al Senato, ma nell’immediato viene criticato dai suoi stessi compagni, sempre più convinti che Berlusconi debba rimanere a capo del governo, almeno fino a fine legislatura. È un vento che cambia, direbbe Pierluigi Bersani, ma questo vento “innovatore” ha iniziato a smuovere anche foglie interne alla squadra di governo, viene da chiedersi? E proprio di “vento innovatore” parla anche lo stesso Pisanu, che nell’intervista concessa al quotidiano ‘La Repubblica’ auspica novità. La prima la propone lui stesso: stammi bene Berlusconi, statemi bene cari compagni, qui ci vuole un governo di larghe intese.
Ed emerge il malcontento di diversi settori del partito dello stesso premier. Di dissidenze ce ne sono state negli ultimi tempi, ma Beppe Pisanu va ben oltre, auspicando anche l’appoggio di Pd e Terzo Polo. “Un patto di fine legislatura”, lo definisce, tra “tutti gli uomini di buona volontà”, da varare dopo l’approvazione della manovra. A guidarlo, dice, dovrebbe essere “una figura dotata di credito internazionale e in grado di interloquire con Camera e Senato”. Dentro il Pdl, mormorano fonti parlamentari, l’idea non dispiace a più d’uno tra gli scontenti. Ma nessuno, almeno per oggi, lo dichiara apertamente. E sul senatore pidiellino si scatena un’accesa polemica. “Le larghe intese non sono previste dal metodo democratico”, taglia corto Franco Frattini. “I governi li scelgono gli elettori”, dice Altero Matteoli. “Si tratta di illusioni o manovre politiche tutt’altro che al di sopra delle parti”, avverte Fabrizio Cicchitto. E Osvaldo Napoli domanda: “Pisanu cosa rappresenta nel Pdl?”. Intanto, tra i parlamentari pidiellini sono sempre più numerosi coloro che al premier non chiedono di lasciare, ma di cambiare passo, subito dopo la manovra (da Formigoni e Alemanno, ai liberali vicini ad Antonio Martino, agli Scajoliani). Da Berlusconi costoro pretendono che riprenda saldamente la guida del governo, rispetto alle scelte di Giulio Tremonti da un lato e soprattutto ai diktat della Lega dall’altro. Nell’opposizione, intanto, l’apertura di Pisanu alle larghe intese dà nuovo fiato alle richieste di discontinuità che vengono da Pd e Terzo polo (l’Idv invece continua a invocare le elezioni).

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di Antonio Formisano
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