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La legge sul legittimo impedimento estesa ai correi

E Berlusconi ordinò la legge "ad familiam"


E Berlusconi ordinò la legge 'ad familiam'
27/01/2010, 11:01

ROMA - E' quasi divertente vedere lo smarrimento negli occhi di chi intendeva fare un favore al governo presentandosi come mediatore. Il riferimento è all'Udc, che aveva pensato di aiutare il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi offrendogli una via di uscita molto comoda: prima una legge ponte ordinaria sul legittimo impedimento, che bloccasse i processi del premier - e di tutti i membri del governo - per 18 mesi; nel frattempo ci sarebbe stata l'approvazione di un lodo Alfano costituzionale, in modo da impedire qualsiasi processo a Berlusconi, a vita. In più, come legge costituzionale, non avrebbe dovuto passare al vaglio della Corte Costituzionale.
Ma offrire una mano a Berlusconi, significa che lui vuole anche il polso, il braccio, la spalla e tutto il resto. E così nel Pdl stanno lavorando a due pesanti modifiche alla legge del legittimo impedimento. La prima è che il legittimo impedimento sarà a lunga durata: il Tribunale, oltre a non avere alcun potere di valutazione sul legittimo impedimento, dovrà per forza rinviare ad almeno 6 mesi di distanza. Il secondo che il rinvio per illegittimo impedimento va esteso a tutti i correi. Questo secondo punto si è reso nbecessario dopo il rinvio a giudizio di Berlusconiper il processo Mediatrade. Infatti, questa volta i coimputati sono il figlio Piersilvio e Fedele Confalonieri. Il problema non è tanto il secondo, ultrasettantenne e che quindi, in virtù della legge detta "salvaPreviti", non può andare in galera avendo superato i limiti di età; ma il primo, Piersilvio non ha questa protezione. E anche farlo diventare parlamentare non risolverebbe nulla, perchè non impedisce ad una sentenza di colpevolezza che passa in giudicato di diventare esecutiva.
Ma l'Udc potrà resistere ad un tale stravolgimento e votare a favore di un tale provvedimento? Probabilmente no: si tratterebbe di un appoggio troppo evidente al governo; soprattutto adesso che le scelte di Casini sulle elezioni regionali. E questo rischia di fargli perdere molti voti.
Dal canto suo il segretario del Pd Pierluigi Bersani, pur non chiudendo la porta alla possibilità di votare un "lodo Alfano" per via costituzionale, ha detto no per ora ad una legge che reintroduca l'immunità parlamentare. E questo, trattandosi di una legge costituzionale, significa per Berlusconi aspettare il voto favorevole della popolazione attraverso un referendum.

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di Antonio Rispoli
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