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"Generazione Italia", primo passo per indebolire il premier

E Fini crea la corrente per prendersi il partito


E Fini crea la corrente per prendersi il partito
15/03/2010, 10:03

ROMA - Ormai ci si è abituati ai continui smarcamenti del Presidente della Camera Gianfranco Fini che, dietro il suo ruolo istituzionale, non perde occasione per dire il contrario di quello che dice il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma, come ha anticipato Repubblica, ha dato il via a quello che sembra un serio tentativo di scavare il terreno sotto i piedi del premier. Si chiama "Generazione Italia" e dovrebbe prendere ufficialmente vita il primo aprile. Già pronto il logo (una G verde ed una I rossa uniti a formare un fiocco, su sfondo bianco), ed una prima convention, ai primi di maggio, con inviti per lo più ad amministratori locali del Pdl, neo eletti. Ed è pronto anche il giornale on line, sul sito generazioneitalia.it.
Tutto liscio? Non esattamente, dato che molti all'interno del Pdl lo vedono come un tentativo di contarsi, immediatamente dopo il voto regionale, in cui i sondaggi non parlano a favore del Pdl. Infatti si parte da un 11-2 per il centrosinistra, nelle regioni in cui si va a votare; ma anche quelle regioni che fino a poco fa sembravano vittorie sicure adesso lo sono sempre meno. Campania e Lazio, per esempio, sembravano vittorie certe; ma gli ultimi sondaggi segnalano i candidati di sinistra in netto recupero ed anche in vantaggio. La vittoria di Formigoni in Lombardia, anche se sembra quasi sicura, è fortemente condizionata dall'esistenza in vita del dl salvaliste: se la Corte Costituzionale lo boccia, si rischia il cataclisma politico lì. Ed in questa situazione una iniziativa del genere appare sospetta. Ancora di più perchè a gestire le cose sono i "finiani doc", come Italo Bocchino e Fabio Granata.
Ma che attendibità ha ormai una persona come Fini, nel gestire una cosa del genere? Fini non è più di destra, ammesso che lo sia mai stato, dato che ha ormai lasciato perdere le parole d'ordine di giustizia e legalità, tipiche del vecchio MSI. Le sue posizioni politiche sono state sconfessate anche da Assunta Almirante, considerata la "depositaria" dell'eredità del marito Giorgio. Anzi, si è spostato tanto al centro che si è parlato della possibile creazione di un "blocco" di centro, tra Fini, Casini e D'Alema - con i rispettivi partiti - che facesse da contraltare al blocco berlusconiano. Anzi, questo blocco, quando Berlusconi dovrà ritirarsi dalla politica (può anche dire che ci resterà fino a 150 anni, ma il suo fisico non permette più tanti sforzi, e si vede, dal fatto che in questa campagna elettorale sta intervenendo molto in voce e poco di persona) potrebbe fungere da catalizzatore per quei gruppi di centristi che non si sentono rappresentati nel Pdl. Questo l'ha allontanato da molti dei suoi "colonnelli": Gasparri e La Russa per esempio, è difficile che lo seguiranno, trovandosi a loro agio più nell'azione violenta contro i nemici, come vuole Berlusconi, che nell'azione dialogante con gli avversari, come fa Fini.
DI conseguenza l'attuale Presidente della Camera rischia con questa iniziativa di trovarsi politicamente azzoppato, se le elezioni regionali dovessero andare bene al Pdl. Ma anche se dovessero andare male (Berlusconi abbassa sempre di più l'assicella, ma la vittoria in quattro sole regioni rischia di essere un tracollo) c'è da chiedersi quale seguito possa avere Fini, che ieri si piega alle esigenze di Berlusconi trandendo i principi e oggi o domani tradisce Berlusconi per realizzare le proprie ambizioni.

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di Antonio Rispoli
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