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Napoli. Terminato il discorso in aula di Stefano Caldoro

E il centrodestra si affida a Dio....


E il centrodestra si affida a Dio....
19/05/2010, 13:05


NAPOLI - Stefano Caldoro si è presentato in aula per la presentazione della nuova giunta. Un discorso articolato che ha toccato tre punti principali: la prima fase ha riguardato la difficile situazione che vive la Regione sul piano finanziario; la seconda parte dell'intevento, invece, ha riguardato le linee guida del nuovo esecutivo, orientate ai tagli delle spese folli, abolizioni delle clientele e razionalizzazione della spesa relativa alle aziende a totale, o parziale, capitale regionale; la terza parte, infine, è stata caratterizzata da precise e dettagliate relazioni, con tanto di numeri alla mano, sul declino della Regione Campania negli ultimi dieci anni e su come sarà possibile risalire la china in alcuni settori in crisi come quelli del lavoro e della sanità.
Il neo governatore è stato incisivo anche sulla sicurezza e sulla lotta alla criminalità organizzata, puntanto tutto sull'attuazione del "modello Caserta", riferito alla lotta senza quartiere che il governo nazionale ha intrapreso contro il clan di "Gomorra", l'organizzazione conosciuta in tutto il mondo col nome di "Casalesi".
"Il federalismo è una grande sfida - ha spiegato Caldoro - sul criterio di non tutto a tutti, ma privilegiare la meritocrazia. Contestualmente al federalismo, c'è il grande tema dei fondi strutturali, legati ai piani operativi regionali che devono essere un esempio di programmazione. Elaboreremo dei grandi progetti strategici, attorno ai quali far girare piani a medio termine, per utilizzare nel modo migliore i fondi Fas. Collegheremo le esigenze territoriali a quelle europee e a quelle nazionali. Coinvolgerò l'intero consiglio rispetti ai piani di programmazione sulle principali linee strategiche. Riduzione criminalità, lotta alla disoccupazione e miglioramento dell'ambiente. Ce la possiamo fare. Ce la dobbiamo fare con il concorso e l'impegno di tutti, con l'aiuto di Dio e con la forza e la determinazione di chi ama la propria terra".

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di Giovanni De Cicco
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