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Le strutture organizzative ora sono 151 e non più 223

E’ partita la riqualificazione della macchina comunale


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E’ partita la riqualificazione della macchina comunale
24/07/2012, 17:02

NAPOLI  - Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, lo ripete sin dall’inizio del suo mandato: “Bisogna semplificare la macchina comunale, snellire le procedure”. Oggi, a distanza di un anno dal suo insediamento, nella sua lista può spuntare un altro obiettivo: è stata, infatti, approvata la riforma dell’assetto organizzativo della macchina comunale.
Rispetto alla precedente macrostruttura, la nuova o si caratterizza per essere nel complesso più snella. Al posto di 10 Direzioni Centrali, 7 Dipartimenti, entrambi a loro volta articolate in servizi, 3 Servizi autonomi, per un totale di 20 strutture organizzative di massimo livello, si conterà da oggi su 8 Direzioni Centrali, 5 Servizi autonomi e 3 Dipartimenti, per un totale di 16 unità.
Sotto la forbice dei tagli ci sono finite anche le municipalità, passate dal precedente modello a 5 servizi (Direzione, 2 servizi amministrativi e 2 servizi tecnici) ad un modello organizzativo che prevede l’articolazione in una direzione di municipalità e due servizi, uno amministrativo e l’altro tecnico. In totale, ora, le strutture organizzative sono 151 invece che 223.
Nello specifico si è proceduto all’accorpamento di funzioni analoghe all’interno della medesima struttura, alla soppressione di alcune strutture organizzative, alla ricollocazione di strutture nell’ambito della Macrostruttura, superando in parte la precedente logica delle Direzioni solo “tecniche” o solo “amministrative”, in modo da rendere le decisioni maggiormente organiche e consapevoli. E ancora si  proceduto all’individuazione di modalità innovative per governare alcune funzioni che rivestono carattere trasversale rispetto a tutta la macrostruttura, estrapolandole dalla loro attuale collocazione all’interno di strutture di linee.
Sono, invece, state confermate le “aggregazioni” denominate “Direzioni centrali”, ossia strutture che gestiscono funzioni complesse attinenti alla programmazione delle attività e delle risorse e al controllo dei risultati conseguiti. Rappresentano la struttura organizzativa di massimo livello che aggrega e integra una pluralità di funzioni tra loro affini e complementari.
Al contempo, è stata rafforzata la presenza, già prevista nel precedente schema organizzativo, dei “Servizi Autonomi”. Si è considerata, inoltre, la necessità di procedere ad una più spinta integrazione dell’operato delle singole strutture organizzative, che non possono agire soltanto secondo logiche funzionali, di mera erogazione di prodotto, ma devono necessariamente tenere conto della complessità della realtà nella quale operano e delle interconnessioni esistenti tra la propria azione e quella di altri uffici ed enti pubblici. Pertanto, accanto alle unità di progetto, già previste in passato, è stata esplicitamente stabilita la possibilità di creare specifiche “unità di missione”, al cui interno coinvolgere anche altri enti, favorendo così il lavoro su progetti trasversali e prioritari, coerenti con le linee programmatiche di mandato.
E di pari passo con le modifiche sulla macrostruttura, è stata effettuata una parziale rivisitazione di alcuni articoli del “Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi - Parte I - Regolamento di Organizzazione”. Gli interventi principali, oltre a quelli già descritti, hanno riguardato la previsione di specifiche strutture di supporto a Direttore Generale e Capo di Gabinetto; la più puntuale definizione (cfr. in particolare articolo 6 del Regolamento) di quali siano i soggetti cui competa l’adozione di determinati provvedimenti organizzativi la soppressione dei Dipartimenti e della figura del Coordinatore di dipartimento, ad eccezione di Gabinetto del Sindaco, Segreteria Generale e Consiglio Comunale, che invece continuano a denominarsi “Dipartimenti”; la possibilità di articolare i Servizi Autonomi in aree.
Fra le iniziative più significative assunte di recente, c’è quella relativa all’istituzione di un apposito organismo indipendente, l’Autorità Garante Anticorruzione e Trasparenza, avvenuta a valle della stipula di un apposito Protocollo d’Intesa finalizzato all'adozione di un piano organizzativo in funzione di prevenzione della corruzione.

 

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di Rossella Marino
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