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Al lavoratore verrebbe impedito di ricorrere al giudice

E' pronta la legge per aggirare l'articolo 18


E' pronta la legge per aggirare l'articolo 18
03/03/2010, 10:03

ROMA - Ci sono voluti due anni, di lavoro sotterraneo e tenuto nascosto ai più, ma ora il Parlamento sta per approvare la legge sulla modifica del processo sul lavoro. E sarà una modifica totalmente dannosa per il lavoratore. Attualmente, nel caso di un licenziamento che il lavoratore considera ingiusto, lo stesso può rivolgersi al Giudice del Lavoro, il quale ha anche il potere di revocare il provvedimento. E' vero che in questo caso spesso il lavoratore comincia a subire il mobbing organizzato dall'azienda, ma comunque viene riammesso. Invece la nuova legge prevede la possibilità che, al momento della firma del contratto di assunzione, il lavoratore rinunci al ricorso al Giudice, in caso di licenziamento, per ricorrere ad un arbitro. Il quale poi, nel momento in cui dovrà decidere, decide "secondo equità", come recita la legge. E decidere secondo equità non vuol dire decidere secondo la legge.
Il momento dell'assunzione è uno dei momenti in cui il lavoratore è più debole. E' il passaggio in cui lascia la situazione di disoccupato per cominciare a guadagnare qualcosa di soldi. E chiunque di noi sa che al contratto al più si dà una scorsa veloce, dato che cominciare a protestare può facilmente tramutarsi in un "addio" detto dall'azienda. E in quel momento la maggior parte di noi non può permetterselo. Introdurre la parzialità di un "arbitro" che ha tutto da guadagnare ad aiutare una azienda e tutto da perdere nell'inimicarsela non è una grande garanzia, per il lavoratore.

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di Antonio Rispoli
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