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La Russa e Gelmini confermano l'"avanti tutta"

E' scontro aperto tra Berlusconi e il Csm


E' scontro aperto tra Berlusconi e il Csm
27/11/2009, 10:11

ROMA - Ormai, dopo le dichiarazioni rese ieri dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, appare chiaro la volontà del governo di asservire la magistratura alla politica per bloccarne l'azione. Come detto alla stampa dallo stesso Berlusconi - poi confermato anche dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa e dal Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini - il governo ha deciso di procedere speditamente su due fronti: innanzitutto immunizzare completamente il premier dall'azione della magistratura, confezionandogli un "lodo Alfano" costituzionale; in modo che la Corte Costituzionale non possa più intervenire. Però questa soluzione richiede tempo (doppio passaggio alle Camere, intervallato da tre mesi di tempo tra l'uno e l'altro passaggio; più referendum, dato che è difficile crede che si possa trovare in Parlamento una maggioranza del 75% di favorevoli), e quindi ecco il piano B: andare avanti comunque con il "processo breve" e mandare intanto in prescrizione i processi attualmente aperti a carico del premier e tenuti bloccati per oltre un anno dal lodo Alfano bocciato un mese fa dalla Corte Costituzionale. E questo nonostante questa norma del cosiddetto "processo breve" cancellerà dal 20 al 50% dei processi, secondo i dati dell'Anm. Anche se si tratta di una norma palesemente incostituzionale, mentre si svolgeranno le procedure burocratiche e i passaggi necessari per andare davanti alla Corte Costituzionale, si terranno bloccati i processi del Presidente del Consiglio fino a che non sarà pronta la legge costituzionale.
Intanto il Csm acquisirà le dichiarazioni dette ieri dal premier dopo l'ufficio di presidenza del Pdl. "E' un'escalation di denigrazioni contro tutta la magistratura, non possiamo fare a meno di intervenire", ha detto Mario Fresa, membro togato dell'organo di autogoverno dei magistrati.
"Chiederò alla Commissione di acquisire le ultime dichiarazioni, anche riportate attraverso gli organi di stampa. Sono dichiarazioni pubbliche. Lunedì avremmo comunque discusso della pratica già aperta. Avremmo voluto che non ci fossero altre dichiarazioni di questo tenore. Quelle pronunciate ora sono anche più gravi: si accusa la magistratura di voler sovvertire la democrazia, la Costituzione. Sono queste dichiarazioni che pongono seri problemi di tenuta delle istituzioni democratiche; si altera l'equilibrio tra poteri e funzioni dello Stato".

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di Antonio Rispoli
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