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Mancanza di mezzi e di risorse, ecco il problema giustizia

E' scontro sul processo breve tra Anm e Ministro Alfano


E' scontro sul processo breve tra Anm e Ministro Alfano
29/08/2010, 09:08

ROMA - Scontro tra l'Anm e il Ministro per la giustizia, Angelino Alfano, sul processo breve. Solo ieri Alfano aveva qualificato come "irrinunciabile" la rapida approvazione del processo breve, la legge che, imponendo arbitrariamente limiti cortissimi alla durata dei processi (6 anni per tutti e tre i gradi di giudizio), ne decreta di fatto l'interruzione prima della possibile sentenza. La risposta arriva da Luca Palamara, presidente della Associazione Nazionale Magistrati: "E' grave e non più tollerabile che in un momento nel quale la giustizia è al collasso e si verificano allarmanti episodi di violenza e minacce si continui a perdere tempo con disegni di legge come quello sul processo breve che nulla ha a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorità del sistema giustizia e con l'urgenza di contrastare più efficacemente la criminalità organizzata. Il governo non può non farsi carico delle reali emergenze che oggi sono rappresentate dalla corruzione, dalla criminalità organizzata, dalla situazione carceraria, dalla carenza di mezzi e risorse, dalla necessità di informatizzare e snellire le procedure. L'Anm, che rappresenta la quasi totalità dei magistrati italiani, piaccia o non piaccia al ministro Alfano, è stata, è e sarà interlocutore ineludibile di ogni governo e, nell'interesse di tutti i cittadini, continuerà a formulare proposte serie, concrete e precise. Se è vero che il ministro Alfano vuole parlare direttamente con i capi degli uffici giudiziari, non si faccia sfuggire l'occasione di partecipare all'assemblea convocata a Reggio Calabria per il prossimo 7 settembre per sapere da loro se effettivamente la priorità è costituita dal processo breve o, invece, dalle drammatiche situazioni in cui quegli stessi uffici si trovano".
La risposta di Alfano non si è fatta attendere, anche è stata completamente fuori argomento: "Evidentemente all'Anm stanno bene le lungaggini della giustizia italiana e vogliono che nulla cambi. Evidentemente all'Anm sta bene l'infinita durata dei processi italiani. Evidentemente l'Anm sa dire solo 'no' e non formula proposte in grado di fare uscire la giustizia dallo stato di paralisi. La criminalità noi l'abbiamo combattuta e la combattiamo con le nostre leggi e nelle sedi di trincea; e per coprire i vuoti di organico, proprio nelle sedi di trincea, abbiamo approvato all'unanimità, in Parlamento, due decreti, mentre la Anm difendeva evidentemente i privilegi corporativi della casta".
In realtà l'Anm ha detto esattamente il contrario. Infatti la legge sul processo breve, indispensabile per Silvio Berlusconi per impedire di essere condannato nei tre processi ancora in corso contro di lui, avrebbe come effetto proprio di lasciare liberi decine di migliaia di persone colpevoli di gravi reati. In alcuni casi anche processi per mafia. E lasciare liberi tanti potenziali criminali non è certo una lotta alla criminalità. Se si vogliono tagliare i tempi dei procedimenti è semplice: basta aumentare il numero dei giudici, dei Pm, del personale di cancelleria, e così via. Ma come può questo governo fare una cosa del genere, quando negli ultimi 3 anni ha tagliato 3,5 miliardi di euro di risorse per la giustizia e 3 miliardi per le forze dell'ordine?

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di Antonio Rispoli
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