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Il Capo dello Stato chiede una verifica parlamentare

E sul rimpasto si fa alta la temperatura tra Colle e premier

Berlusconi è netto: “Il voto di fiducia non è necessario”

E sul rimpasto si fa alta la temperatura tra Colle e premier
07/05/2011, 10:05

ROMA – Il rimpasto governativo continua ad essere motivo di alta tensione e accesi dibattiti in ambienti parlamentari. Questa volta, al di là dei Responsabili delusi per non aver ottenuto nessuna promozione a differenza di chi, invece, è stato ricompensato dal premier per la fiducia garantita, a far presagire aria di scontro è il Quirinale, che sembrerebbe essere intenzionato ad ostacolare l’iter che il premier ha avviato in materia di rimpasto. È braccio di ferro tra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi: all’inquilino del Quirinale non piace l’ingresso di 9 nuovi sottosegretari provenienti da nuovi gruppi parlamentari e per questo è necessaria, ed è proprio questa la richiesta del presidente della Repubblica, “una verifica parlamentare”. Al Cavaliere, ovviamente, non va giù il ragionamento del Colle e, tramite una nota dei capigruppo Pdl, replica che l’esecutivo ha già ottenuto diversi voti di fiducia e che la rimodulazione della squadra è avvenuta nel pieno rispetto delle prerogative delle Camere e del Capo dello Stato.
Nella nota del Quirinale si legge quanto segue: “Il Capo dello Stato ha in pari tempo rilevato che sono entrati a far parte del Governo esponenti di Gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche”. Per questo, conclude il Colle, “spetta ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il Governo”. Una dichiarazione che, si osserva in ambienti parlamentari, sembra contenere la richiesta di un nuovo passaggio alle Camere per rinnovare la fiducia all’esecutivo e ribadire che Napolitano non intende rinunciare alla sua prerogativa di garante del rapporto fra le due istituzioni. La replica di Berlusconi non si fa attendere attraverso i canali parlamentari: “Numerosi voti di fiducia, a partire da quello della svolta del 14 dicembre, hanno chiarito il quadro politico, con ripetute verifiche nelle sedi parlamentari”. La risposta del Cavaliere al Colle è netta: un nuovo voto di fiducia non è assolutamente necessario. Insomma, siamo dinanzi a posizioni diametralmente opposte, che rivelano come la temperatura con il Quirinale sia tornata alta, anche se il governo spiega che non c’è alcuna intenzione di alimentare contrapposizioni.

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di Antonio Formisano
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