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Luigi Rispoli: "Ho le carte in regola per entrare in lista"

E' ufficiale: il Pdl candida in Campania Stefano Caldoro


E' ufficiale: il Pdl candida in Campania Stefano Caldoro
07/01/2010, 11:01

NAPOLI – “Il candidato alla presidenza della Regione del Pdl è Stefano Caldoro. Manca solo l’annuncio”. Il presidente del consiglio provinciale di Napoli, e leader storico della destra in città, Luigi Rispoli, rilascia un’intervista esclusiva a Julienews e, nei fatti, ufficializza il successore di Antonio Bassolino. Insomma, sarà il socialista Caldoro, uomo gradito pure a Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia, la cui candidatura e la sicura elezione, leggendo almeno i sondaggi, sono state cancellate da un’inchiesta della magistratura sugli intrecci tra politica e camorra. Un’inchiesta vecchia. Con dichiarazioni di mafiosi e pentiti che risalgono persino agli anni ’90. Sono state rispolverate proprio mentre Cosentino si avviava a varcare la soglia del Palazzo a Santa Lucia.
L’opinione pubblica si è divisa. C’è chi lo ritiene vittima di un’aggressione giudiziaria e mediatica. Insomma, la giustizia ad orologeria che, ormai, caratterizza l’Italia da Tangentopoli in poi. L’altra parte è d’accordo sul passo indietro del Sottosegretario in nome e per conto di una “questione morale” che in Campania è valsa e vale solo per Nicola Cosentino. “Tutta la solidarietà all’amico Nicola - spiega Luigi Rispoli - consapevole, però, che questa vicenda non influirà né in positivo, né in negativo sulle elezioni. Il test importante è stato quello della Provincia. Non è stata la vittoria di un singolo candidato. I cittadini hanno innanzitutto bocciato un modello di governo di centrosinistra che ha prodotto solo sfasci, sprechi, clientele ed aumentato i problemi di una realtà già difficile come la nostra. Poi hanno premiato un modello nuovo di sviluppo ed un progetto di governo ambizioso. Ecco perché sono convinto, e questo vale pure per le prossime Regionali, che la sfida più importante non è tanto quella di sbancare l’urna, ma di dimostrare, a vittoria ottenuta, una capacità di buon governo”.
Il presidente del consiglio provinciale di Napoli rompe gli argini. Aspettava il momento giusto per parlare e dire la sua senza mezzi termini. E’ consapevole di aver acquisito per storia, capacità e ruoli ricoperti, un peso specifico nel partito. E non lo nasconde. “Oltre Caldoro - continua Rispoli - in giro non vedo candidati di spessore. Sembra strano che il candidato sia stato scelto senza comporre ancora l’alleanza. Nelle prossime ore bisogna subito valutare la possibilità di un percorso comune con i nostri alleati storici e poi aprire la coalizione ad altre energie. Non commettiamo l’errore di comporre una semplice somma algebrica. Puntiamo al progetto di governo, al programma, alle cose da fare. E sulla base della compatibilità programmatica sancire l’alleanza di governo”. Il discorso si fa difficile. E’ un campo minato, pieno di insidie. Anche perché gli interrogativi sono tanti. L’Udc di Ciriaco De Mita, il quale conserva ancora un rapporto “speciale” col governatore Bassolino, è in bilico tra il Pdl e il Pd. Il mercato delle vacche. Mancano poche settimane alle elezioni e l’asta è aperta. Vince il maggior offerente. L’Mpa ha lanciato il proprio candidato alla presidenza, Riccardo Villari per la precisione. L’Api di Francesco Rutelli è in fase di costruzione con Bruno Cesario, parlamentare eletto nel Pd, e Giacinto Russo, senatore eletto nell’Idv. Una situazione caotica che potrebbe influire pure sulla stabilità del governo provinciale. Il presidente Luigi Cesaro governa col sostegno dell’Mpa e dell’Udc. Sarebbe, ad esempio, una anomalia considerare che il vicepresidente della provincia di Napoli, in una giunta targata centrodestra, è espressione dello “scudocrociato” e poi alla Regione lo stesso partito si presenta in alternativa al centrodestra, alleato col Pd. “Non credo che la coalizione delle Regionali influirà - continua Rispoli - sulla stabilità del governo in Provincia. Il presidente Cesaro è stato eletto con una coalizione fondata su un programma preciso. Ora lo si deve realizzare aldilà dei giochi politici. Spero che comunque sia una campagna elettorale che privilegi il confronto sulle tematiche. In Regione c’è tanto da fare. Soprattutto sui fondi europei e sullo sviluppo”. Rispoli, a questo punto, entra nel vivo della discussione e non risparmia bacchettate alla giunta Bassolino. “I fondi europei vengono utilizzati in Campania per le statistiche di spesa, in modo da essere in linea con quelle delle altre regioni, tralasciando la qualità dell’investimento. Si deve cambiare rotta. Anche sull’utilizzo dei Fondi sociali. Una vergogna. Oggi quei soldi sono spesi non per garantire un’occupazione ai disoccupati inseriti nei progetti <Isola-Bros> ma come <regalino> assistenziale ad una sacca di disagiati con l’obiettivo di mantenerla sempre in quella situazione ed utilizzarla per scopi clientelari ed elettorali. In Provincia abbiamo trovato centinaia di queste situazioni”. Solite storie. Sprechi e clientele che hanno messo in ginocchio Napoli, la Campania e poi la macchina da guerra creata da Antonio Bassolino . “I primi mesi li stiamo passando attuando un articolato piano di rientro della spesa perché il centrosinistra, nella fase pre-elettorale, aveva stanziato ingenti risorse, che vanno sotto la voce di sprechi, le quali, senza un’adeguata politica di rientro, ci avrebbero portato a sforare il patto di stabilità. Ora siamo in regime di rigore. Una volta risanato il bilancio procederemo a degli investimenti seri. Non per fare voti. Ma per garantire sviluppo. E la gente ci premierà per i risultati raggiunti”. Prima di chiudere la conversazione la butto lì. Presidente Rispoli, lei fa parte della componente di Alemanno, guidata in Campania dal parlamentare del Pdl, Marcello Taglialatela. Ci può confermare un’indiscrezione sulle Regionali? E’ vero che candiderete in lista Luciano Schifone, attuale consigliere comunale a Napoli? Domanda diretta, risposta ancora più diretta. “L’amico Luciano fa parte della rosa di nomi - conclude Rispoli - ma ritengo di aver maturato l’esperienza giusta ed avere tutte le carte in regola per il salto di qualità. Con i miei amici stiamo valutando seriamente l’ipotesi della mia candidatura. Alla fine, però, sarà il gruppo a decidere, proponendo, eventualmente, un’altra soluzione che valorizzi tutti”.

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di Giovanni De Cicco
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