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Gli extracomunitari mandati a morire di sete nel deserto

Ecco le prove degli accordi Berlusconi-Gheddafi


Ecco le prove degli accordi Berlusconi-Gheddafi
15/01/2010, 12:01

LIBIA - Alcuni mesi fa viene siglato tra Italia e Libia, tra Berlusconi e Gheddafi, un accordo. La parte ufficiale e nota è questa: la Libia aumenta la propria sorveglianza sulle coste e nell'interno, per impedire la partenza di extracomunitari diretti a Lampedusa; in cambio l'Italia paga alla Libia 5 miliardi di euro e 5 motovedette armate per la sorveglianza costiera. Pochi giorni dopo questo fatto comincia il trasferimento coatto di centinaia di profughi da Lampedusa alla Libia; in altri casi, barche che erano arrivate in acque territoriali italiane sono state riprese dalle motovedette libiche, appositamente chiamate dalla Marina Militare italiana. Il tutto senza rispetto del diritto di asilo di questi profughi, come sancito dalla Convenzione di Ginevra. Inoltre sono aumentate le voci che parlano dell'affondamento, al largo delle coste libiche o in acque internazionali, di molti barconi carichi di naufraghi, ad opera delle motovedette che l'Italia ha ceduto alla Libia. Ma finora restavano voci. Come restavano voci il fatto che gli extracomunitari venissero portati in lager situati al confine meridionale libico, praticamente ai margini del deserto, e lasciati lì a morire. Sia ben chiaro: "voci non confermate" nel senso che chi raccontava queste cose aveva paura a farsi identificare e non poteva portare prove.
Ma adesso ci sono anche le prove: sul sito dell'Espresso è stato pubblicato un video che mostra i cadaveri di 11 immigrati, 11 persone (7 uomini e 4 donne, per quello che conta) morti di fame e di sete nelle sabbie del deserto. E' una ripresa col telefonino, fatta uscire illegalmente attraverso Libia e Niger; ma è sufficiente per far vedere come il governo italiano sta risolvendo il problema immigrazione: ha dato alla Libia il compito di fare il boia per le esecuzioni

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di Antonio Rispoli
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