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Scontro sulla candidatura

Elezioni 2013, botta e risposta tra Bersani e D’Alema

Per il segretario del Pd deve esserci limite dei tre mandati

Elezioni 2013, botta e risposta tra Bersani e D’Alema
16/10/2012, 20:19

ROMA – La campagna elettorale per le elezioni politiche del 2013 è partita già da tempo e questa, oramai, non è una novità. E mentre c’è chi già si sta facendo largo per ottenere il consenso sperato, c’è chi trova intoppi strada facendo.

E’ scontro, ad esempio, in queste ore tra due esponenti del centrosinistra proprio sulla candidatura alle elezioni: stiamo parlando del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani e di Massimo D’Alema, membro del partito.

A far scattare la scintilla tra i due è stata una risposta di Bersani: quest’ultimo aveva sostenuto di non voler chiedere a nessuno di candidarsi, tanto meno a D’Alema. “Io non sono quello che nomina i deputati. Io farò applicare la regola: chi ha fatto più di quindici anni, per essere candidato deve singolarmente chiedere una deroga alla direzione nazionale”, aveva detto il segretario del Pd. Il tutto dopo l'addio al Parlamento di Walter Veltroni e la dichiarazione di Massimo D'Alema di disponibilità a candidarsi ancora, se a chiederglielo sarà il Partito democratico.

Risposta che pare non sia stata gradita da D’Alema, che non ha tardato a far arrivare la sua replica: “Non spetta a Bersani decidere, ma al partito. Valuteremo”.  

Pier Luigi Bersani, però, non vuole che passi una idea sbagliata e  tiene a sottolineare la stabilità del partito. Quanto alle primarie, ad esempio, fa sapere che se nel caso dovesse essere il sindaco di Firenze, Matteo Renzi a vincere non ci sarà alcuna rottura. “Non vedo scissioni all'orizzonte. Prima c'e' l'Italia, poi la ditta e poi le persone. Io sono convinto che, a poco a poco, si comprenderà in Italia che questo partito è l'unica carta che il Paese può giocare per affrontare problemi”.

E c’è, poi, un avvertimento per i suoi avversari alle primarie, Matteo Renzi in testa: “Siamo competitori, non nemici. Si gioca ad armi pari, chi vince vince e poi tutti lì a sostenere il candidato dei progressisti”.

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di Rossella Marino
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