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Si accende il dibattito dopo l'intervento di Napolitano

Elezioni anticipate o governo tecnico?Le reazioni politiche


Elezioni anticipate o governo tecnico?Le reazioni politiche
13/08/2010, 20:08

Mentre Napolitano mette in guardia da un “vuoto politico”, Schifani è preoccupato in caso di governo tecnico di  un logoramento che sterilizzerebbe l’azione riformatrice cui è intitolato l’intero programma di legislatura.
Napolitano non dimentica che se la situazione del governo dovesse acuirsi, e non dovesse più esistere una maggioranza, metterebbe in campo «tutti i passi che la Costituzione e la prassi ad essa ispiratasi chiaramente dettano».
Schifani si oppone ad esecutivi tecnici, bisogna, secondo il presidente del Senato, tentare una nuova intesa nella maggioranza. Nel caso non ci si dovesse riuscire bisognerà andare subito a nuove elezioni.
Niente esecutivi tecnici o di transizione per Schifani, e nessuna possibilità di governo alternativo a quello attuale. Niente voto anticipato per Napolitano.

Parole e concetti quelli delle prime due cariche dello Stato che hanno riacceso la fiamma tra finiani e berlusconiani, segnando una divisione netta. Per gli esponenti di Futuro e Liberta': ''Tutti dovrebbero riflettere sulle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano'', dicono concordemente Italo Bocchino, Silvano Moffa e Pasquale Viespoli che puntano il dito contro alcuni ex colleghi di partito colpevoli di voler sabotare la maggioranza attraverso gli attacchi al presidente della Camera e di portare il paese verso una crisi al buio: ''Poiche' ad alimentare questa irresponsabile campagna sono alcuni esponenti del Pdl e del governo oltre che il continuo delirio calunniante del giornale della famiglia Berlusconi e' facile capire chi gioca allo sfascio''.
Per Maurizio Gasparri, capogruppo del Popolo della Liberta' al Senato, “meglio il voto anticipato”.
Apprezza ''il tono misurato'' del presidente della Repubblica, ma ci tiene a fare una precisazione: ''Il Quirinale sa che chi ha vinto le elezioni non può essere messo all'opposizione con giochi di Palazzo. Quindi o va avanti il governo Berlusconi o si vota. Su questo non ci sono dubbi''.
''Le parole sagge ed apprezzabili del Presidente del Senato Renato Schifani impongono a tutti una riflessione sulla necessità che cessino dichiarazioni estremistiche che certamente non giovano all'immagine del Paese. E' evidente che mentre va riaffermato il diritto - dovere di chi ha vinto le elezioni di governare nell'interesse dei cittadini, va anche ribadito - come sottolinea il Presidente Schifani - che legittimita' e legittimazione a governare spettano a chi ha ricevuto il mandato elettorale''.
Lo afferma il ministro degli esteri, Franco Frattini, in una dichiarazione. ''Mi auguro - conclude Frattini -
che il rinnovato appello del Presidente Schifani possa essere accolto da tutti coloro che hanno a cuore l'interesse del Paese - come auspicato anche dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia''.
L'intervista della seconda carica dello Stato però non è piaciuta al finiano Carmelo Briguglio che bolla Schifani come ''un politico di parte.
"In un momento così delicato - attacca ancora -
avrebbe fatto meglio a chiudersi in un dignitoso silenzio''.
Sul fronte Napolitano si è espresso invece Fabrizio Cicchitto che ha sottolineato: “Dinanzi all'ipotesi di governi tecnici avverte sarebbe legittimo sviluppare le più incisive manifestazioni politiche, in Parlamento e nel Paese. Ne' il Pdl ne' la Lega possono essere messi all'opposizione. Se sorgesse un'ipotesi di questo genere ci faremo sentire in Parlamento e nel paese anche con manifestazioni di piazza, che sono un'espressione democratica a cui la sinistra tante volte ha fatto ricorso”.
“Il presidente della Repubblica ha detto una cosa giusta, anzi giustissima, ma ritengo che il suo messaggio sia in anticipo e possa generare equivoci e malumori. Lui è l'arbitro, e non può muoversi come un giocatore perchè così rischia di condizionare il gioco".
Lo afferma Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori.
"Mi auguro che le vere emergenze del Paese vengano affrontate al più presto - aggiunge Di Pietro - E mi riferisco all'occupazione, alla ripresa economica e all'esigenza di fare una riforma elettorale prima di andare al voto. Bisogna sottolineare che è preciso dovere del presidente della Repubblica valutare se esiste una maggioranza alternativa a quella che attualmente regge il governo Berlusconi".
 "Noi dell'Italia dei Valori - rilancia Di Pietro - ribadiamo che il voto degli elettori non può essere ribaltato e che, se manca una maggioranza che continui a sostenere il governo in carica, si deve tornare al più presto al voto, non esistono altre soluzioni o si raggira la volontà dei cittadini. Le regole sono impresse sulla Carta Costituzionale che non consente scappatoie". "Infatti la nostra disponibilità ad un governo tecnico è condizionata al fatto che sia davvero un esecutivo tecnico con una durata ben definita, non oltre tre mesi, e con competenze ben delimitate - conclude Di Pietro - fare una nuova legge elettorale e una legge che ristabilisca il pluralismo informazione. Ovviamente non basta che una rassicurazione del genere ci venga data dalla maggioranza del momento ma deve esserci un preciso, definito e insuperabile mandato del Capo dello Stato su questi due obiettivi".
Una posizione, quella dipietrista, lontana dal resto del mondo del centrosinistra.
''Come sempre le parole del Presidente della Repubblica hanno tracciato il cammino per incanalare la crisi in corso per sottrarla alla tempesta che sta avvelenando il Paese e sconcerta ogni giorno di piu' i cittadini che ci guardano impotenti. Napolitano richiama le responsabilità presenti delle forze politiche rappresentate in Parlamento, e, aggiungo io, innanzitutto delle opposizioni''. E' quanto dichiara Arturo Parisi- PD.
Infatti la restante coalizione a approva in pieno le parole di Napolitano e va all’attacco del presidente di Palazzo Madama colpevole di un «nuovo strappo istituzionale» ancor più grave, per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, se letto insieme alle parole del ministro Franco Frattini che ha detto no a esecutivi tecnici appellandosi alla "Costituzione materiale" che «affida agli elettori la scelta di quale presidente e quale coalizione debba governare».
«Finchè Berlusconi non avrà fatto la Costituzione di Arcore - attacca Bersani - volente o nolente rispetterà quella su cui ha giurato. Sappia che le minacce esplicite o velate non impressionano nessuno». 
Il leader del Pd è furioso con chi dalla maggioranza evoca una prova di forza in piazza e avverte: «Se la destra pensa con idee del genere di camminare sul velluto, si sbaglia di grosso».
A Di Pietro si oppone anche l’UDC.
"Per Di Pietro chi non condivide o non si adegua alle sue opinioni è 'ondivago'. Forse dovrebbe imparare ad ascoltare anche i pareri degli altri e valutare gli effetti che le azioni producono".
Così il deputato dell'Udc Savino Pezzotta replica alle parole del leader di Idv.
"Di certo - rivendica -
abbiamo fatto più noi centristi per mettere in difficoltà il Governo che i suoi proclami. Per quanto riguarda l'ondivago, sarebbe bene che Di Pietro badasse alla sua trave invece che ai bruscolini degli altri. In una settimana ha mutato parere più volte, mentre noi siamo coerentemente fermi sul nostro"

 

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di Elisabetta Froncillo
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