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La compagine di governo conquista 6 regioni

Elezioni regionali: grande vittoria di Pdl e Lega, il Pd tace


Elezioni regionali: grande vittoria di Pdl e Lega, il Pd tace
30/03/2010, 07:03

ROMA - Alla fine il Pdl e la Lega Nord possono festeggiare e alla grande. Alle scontate vittorie di Formigoni in Lombardia, Zaia in Veneto e Scopelliti in Calabria, può aggiungere quella ritenuta molto probabile di Caldoro in Campania, ma anche le vittorie in extremis di Cota in Piemonte e della Polverini nel Lazio. Le restanti sette regioni vanno al centrosinistra: Errani in Emilia Romagna, Spacca nelle Marche, Rossi in Toscana, Burlando in Liguria, Nicky Vendola in Puglia, De Filippo in Basilicata, Marini in Umbria.
Da questo punto di vista, il primo a gonfiare il petto è Umberto Bossi: "Il nord è nostro, adesso cambia tutto, ha dichiarato ieri. Ed in effetti ora la Lega Nord è il primo partito del Veneto, dove ha 24 consiglieri (18 di partito più i 6 di Zaia) contro i 13 del Pdl; in Lombardia è il secondo con 18 consiglieri contro i 31 del Pdl (23 di partito e 8 di Formigoni); ma soprattutto in Piemonte, dove Cota avrà 21 consiglieri (12 di partito e 9 suoi), contro i 13 del Pdl. In queste tre regioni quindi si dovrà scendere a patti con i leghisti.
Invece silenzio di tomba dal lato del Pd, che ha perso da tutti i punti di vista. In tutte le regioni si è ridotto il numero di voti preso dal partito, erosi dall'astensionismo o dal "Movimento 5 stelle". Per esempio ieri molti davano proprio ai "grillini" la responsabilità della sconfitta in Piemonte di Mercedes Bresso; ma in realtà la prima colpa è della dirigenza del Pd, troppo impegnata nelle lotte di potere per stare vicino alle esigenze dei cittadini.
E per finire, parliamo di due dati veramente significativi. Il primo è stato l'astensionismo che, nonostante le previsioni della vigilia, ha colpito ancora una volta il centrosinistra; mentre gli elettori del centrodestra, irreggimentati e compatti sono andati a votare come sempre. Il secondo è stato proprio il "movimento 5 stelle che si è presentato come outsider, cogliendo ottimi risultati. Non in Campania, dove Roberto Fico, non è riuscito a conquistare nessun seggio, nonostante i quasi 40 mila voti presi; ma in Piemonte, dove ha conquistato due seggi, e in Emilia, dove ne ha conquistati altri due. Sfiorato il successo in Veneto e in Lombardia, dove le due liste si sono fermate ad un passo, sulla soglia del 3%.

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di Antonio Rispoli
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