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Elezioni regionali in Campania


Elezioni regionali in Campania
21/03/2010, 08:03

 

ELEZIONI REGIONALI: ULTIMA SETTIMANA, TRA BANALITÀ E VECCHI GRUPPI DI POTERE.

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Anche la manifestazione con Berlusconi è stata celebrata e nulla di veramente importante è stato detto. La campagna elettorale in Campania si svolge monotona, senza la presenza di grandi folle, senza che si registri un po’ di entusiasmo,senza vere proposte .

Quello che manca tra gli elettori, è la convinzione che da questa tornata elettorale possa uscirne qualcosa di buono per la nostra Regione. Il candidato di centro destra : Stefano Caldoro, pur con i suoi 50 anni di età, appare come un giovane immaturo, che deve ancora fare esperienza. Mentre la Carfagna, capolista a Napoli del PdL, non suscita nessun entusiasmo popolare, appare troppo lontana dalla gente, quasi superba, estranea alla nostra realtà; anche perché troppo preoccupata, come quasi tutto il gruppo di prescelti e preferiti del Cavaliere, a trovare le parole giuste per esprimere tutta la sua convinta adesione alle scelte politiche del suo leader. Insomma, una buona parte dei ministri e dei responsabili del PdL, si comportano come dei cortigiani e pensano solo all’ossequio al proprio principe.

Non convince Caldoro, troppo freddo e ripetitivo, senza una particolare visione politica del nostro territorio, senza una vera nuova proposta di sviluppo. La sfilata dei ministri che si è registrata in questi giorni ha lasciato più dubbi che certezze. Non convince Caldoro che i sondaggi danno al di sotto del 5% della sua coalizione.

La debolezza di Caldoro era evidente sin dall’ll’inizio della campagna elettorale, stretto come era tra il gruppo di potere di Cosentino, che detiene la maggioranza degli ex Forza Italia, in cui è in atto un vero e proprio regolamento di conti con i Martusciello, emarginati da tempo dalla gestione politica del partito. D’altra parte De Mita, si è impossessato dell’UDC di Casini e porta avanti la sua politica in maniera completamente autonoma e organizzerà un potere politico forte nell’Ente di Santa Lucia, per il quale pretende la gestione della Sanità che non ha mai lasciato da 40 anni a questa parte. Infine, Mastella e Di Donato sono in piena attività per raccogliere tutti i voti possibili e continuare in quella politica di esproprio dei poteri pubblici a favore di quelli privati.

Nel frattempo che i vecchi democristiani Scotti e Pomicino ritornano in forze nella politica regionale, in attesa dell’assalto finale al Comune di Napoli.

Insomma, se vince Caldoro, sarà il più debole presidente di regione che abbiamo mai avuto, nel trionfo del ritorno dei partiti della Prima Repubblica, attraverso l’attivazione di vecchi gruppi di potere. Le contraddizioni di questi vecchi gruppi di potere con i nuovi riferimenti della disciolta Alleanza Nazionale, sono già laceranti. In questa campagna elettorale sono in ombra i Figiani e i vecchi missini come Rastelli e Pontone., mentre Landolfi è ormai completamente asservito a Cosentino.

Nessuna preoccupazione per il futuro, quindi se vince Caldoro, dopo una breve fase iniziale di clamorosi cambiamenti , tutto rientrerà nella vecchia pratica politica spartitoria che ben conosciamo del vecchio sistema politico

La gestione del potere per continuare a gestire potere. Questo significa che verranno riproposte le vecchie pratiche politiche dei nostri inossidabili gruppi di potere locale, la politica come mediazione tra una regione povera con i finanziamenti del Governo centrale, che vengono erogati per sostenere una industria del nord, che lasceranno opere incompiute sul nostro territorio e qualche tangente ai nostri politici. L’esempio del faraonico bruciatore di Acerra è ancora troppo evidente per non fare riflettere.

Il candidato di centro sinistra, De Luca, ha il disperato compito di far dimenticare Bassolino e cerca di accreditarsi come indipendente , rispetto alla coalizione di partiti e vecchi gruppi politici del centro destra. Da quello che i rilevamenti statistici stanno evidenziando, ci riesce abbastanza bene, perché al contrario di Caldoro , De Luca prende molti più voti della sua coalizione, mentre la sua lista otterrebbe un discreto successo elettorale. La battaglia nel centro sinistra è veramente decisiva per il futuro politico di questa parte che ha governato per oltre 17 anni Napoli e poi la Campania. Come si vedrà con il passare degli anni, il centro sinistra non ha governato tanto male, gli scandali a lui assegnati sono stati spesso smontati nelle aule dei Tribunali, come la recente sentenza di primo grado della famosa inchiesta che riguardava l’imprenditore Romeo in cui tutti gli assessori del Comune di Napoli sono stati prosciolti dalle accuse perchè il reato non sussiste. L’errore più grave che ha commesso la sinistra a Napoli è stato quello di pensare di usare gli stessi sistemi di comunicazione e di immagine del centro destra, sperando in questo modo in una visibilità politica che sostenesse la mancanza di concrete e veloci soluzioni di vecchi e incancreniti problemi.

Quello che abbiamo vissuto nella nostra Regione, interpretato da Bassolino, è stato un grande peccato di presunzione. Pensare che, per il solo fatto di provenire dal Partito Comunista, significasse di per se saper governare una realtà territoriale tanto complessa quanto piena di contraddizioni è stato veramente un grave errore. De Luca, cerca di dimostrare che quella impostazione non era sbagliata, gli errori che sono stati commessi sono solo di Bassolino e non di tutti gli ex comunisti. La cosa divertente, di queste elezioni, è che il gruppo di Ferrero, anche lui candidato Presidente, considera il sindaco di Salerno un politico di destra. Nessuno nella nostra Regione vuole ragionare sul fatto che riproporre oggi, una politica ispirata al vecchio metodo comunista di interpretare i problemi di un territorio, significa proporre una posizione non progressista della società. Il nostro mondo cambia tanto velocemente che non esistono più politiche buone per decenni, mentre la democrazia è l’unica possibile strada per il governo di complessi fenomeni sociali. Ritorneremo su questi temi perché saranno quelli che impegneranno le nostre elaborazioni future.

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di Raffaele Pirozzi
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