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Le regole delle tribune elettorali applicate ai talk show

Emendamento Pdl e Lega: ancora censurati i programmi "scomodi"


Emendamento Pdl e Lega: ancora censurati i programmi 'scomodi'
28/03/2011, 16:03

ROMA - La maggioranza affila le armi della propaganda in vista delle prossime elezioni amministrative che si celebreranno il prossimo 15 maggio. Ed ovviamente, avendo il controllo di tutti i Tg, il loro primo obiettivo è zittire le uniche due trasmissioni "non allineate": Ballarò e Annozero.
E così oggi, in Commissione Vigilanza Rai, dove si sta discutendo il regolamento Rai per le prossime elezioni, Pdl e Lega hanno presentato un emendamento, in cui si prescrive di trasferire la rigida disciplina prevista per le tribune elettorali anche ai talk show. Per intenderci, per applicarlo, significherebbe che a ciascuna trasmissione si dovrebbe parlare solo di una città o una provincia in cui avviene una elezione e dovrebbero essere invitati un rappresentante per partito tra coloro che si candidano in quella città o provincia. Inoltre il conduttore dovrebbe centellinare il tempo, in modo che ciascun ospite parli lo stesso tempo. Si tratta di norme che è impossibile adottare in un talk show, che ha tempi diversi, più elastici e meno rigidi.
In pratica, sono regole simili a quelle adottate l'anno scorso. E come l'anno scorso hanno lo stesso obiettivo: costringere Giovanni Floris e Michele Santoro a sospendere le loro trasmissioni per tutta la campagna elettorale. Certo, questo significa costringere a fare lo stesso anche Bruno Vespa, Pierluigi Paragone e Lucia Annunziata; ma queste sono trasmissioni che hanno uno share minimo e la cui influenza sugli spettatori è molto bassa.

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di Antonio Rispoli
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