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EMERGENZA INQUINAMENTO, L’ACI NAPOLI: ORDINANZE INUTILI ED INGIUSTE


EMERGENZA INQUINAMENTO, L’ACI NAPOLI: ORDINANZE INUTILI ED INGIUSTE
20/10/2008, 16:10

Correggere le attuali ordinanze di limitazione della circolazione, investire nella conoscenza per una migliore e più efficace individuazione delle reali fonti inquinanti e proseguire speditamente sulla strada del potenziamento delle infrastrutture. Sono questi i principali risultati emersi nel corso della riunione della Commissione Tecnica dell’Automobile Club Napoli a cui hanno partecipato, per la prima volta insieme, gli Assessori, regionale e comunale, all’Ambiente, Walter Ganapini e Gennaro Nasti, e l’Assessore alla Mobilità del Comune di Napoli, Agostino Nuzzolo.

 
Forti, dettagliate e motivate le critiche espresse dal tavolo tecnico nei confronti degli attuali dispositivi di emergenza: inapplicabili per le numerose e complesse eccezioni previste, di dubbia legittimità per la carenza di motivazioni ed incoerenti ai fini dell’abbattimento delle polveri sottili.
 
“Porre l’attenzione sul solo settore della mobilità, mettendo fra l’altro sullo stesso piano i veicoli a maggior impatto ambientale sotto il profilo delle PM10 (ovvero le alimentazioni a gasolio) e quelli meno inquinanti (motori a benzina), è iniquo e inefficace – ha sostenuto il direttore dell’Aci Napoli, Antonio Coppola. La riprova è una ricerca condotta dal Prof. Allegrini da cui è emerso che le polveri sottili sono costituite da una componente organica, dannosa per la salute e riconducibile alla combustione dei motori, che rappresenta solo il 20%, ed una componente inorganica, proveniente da fonti naturali, diverse dai veicoli a motore - come, per esempio, le polveri dei cantieri (numerosi nella nostra città) e quelle provenienti dal deserto - che pesa per il restante 80%. E’ facile intuire, perciò, l’inutilità dei blocchi della circolazione per ridurre il PM10, tanto è vero che, anche senza traffico, il valore delle polveri, in certe condizioni meteorologiche, resta elevato”.   
 
Per questi motivi, ha rilevato la Commissione Tecnica, occorre una reale rete di monitoraggio capillare, moderna ed efficiente, capace cioè di fornire una corretta dimensione del fenomeno, individuando e soppesando l’impatto delle singole fonti inquinanti. In proposito, l’Assessore Ganapini si è impegnato a coinvolgere la Regione in un piano di investimenti per una migliore conoscenza della qualità dell’aria al fine di pervenire alla realizzazione di un piano per la rilevazione, in tempo reale, dello stato ambientale in tutta la Campania. Mentre l’Assessore Nasti ha chiesto la collaborazione della Regione affinché si possa pervenire alla definizione di una politica di contenimento delle emissioni a carattere sovracomunale, essendo l’inquinamento un fenomeno che non ha confini territoriali. Nel contempo, ha manifestato la massima disponibilità ed apertura alle proposte avanzate dal tavolo tecnico dell’Aci.
 
L’Assessore Nuzzolo, invece, ha assicurato che la Giunta comunale sta procedendo celermente in materia di manutenzione delle strade, telecontrollo del traffico e Ztl. Restano, purtroppo, i ritardi – ha detto - sul piano della realizzazione dei parcheggi, per i quali si sta provvedendo come dimostrano l’inaugurazione dell’area di interscambio a Scampia ed il progetto dell’Acen. In ogni caso, il completamento della rete metropolitana, già a buon punto, darà un decisivo contributo anche nella lotta all’inquinamento atmosferico, oltre a dare a Napoli il primato del trasporto su ferro.   
 
In conclusione, il direttore dell’Aci ha avanzato una serie di proposte, a breve termine, volte a ridurre l’inquinamento come il lavaggio delle strade e delle gallerie, soprattutto in prossimità dei cantieri, un’efficace azione di controllo anche sulle altre fonti inquinanti (centrali termoelettriche, impianti di riscaldamento, porto ed aeroporto ecc.), la regolamentazione dell’attività di carico e scarico delle merci in ambito urbano. Senza trascurare gli improcrastinabili interventi infrastrutturali, a medio e lungo termine, tesi a migliorare la fluidità della circolazione e quindi la qualità dell’aria quali la realizzazione di parcheggi esterni alla carreggiata per liberare le strade dalle auto in sosta; la costituzione di corsie effettivamente preferenziali, prive cioè di intersezioni con la viabilità ordinaria, destinate al transito dei soli mezzi pubblici e delle categorie protette; il completamento della rete metropolitana, l’ampliamento di zone a traffico limitato, a sosta vietata ed isole pedonali.

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di Redazione
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