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"EMERGENZA INTERCETTAZIONI" E IL PREMIER PENSA AL DECRETO


'EMERGENZA INTERCETTAZIONI' E IL PREMIER PENSA AL DECRETO
01/07/2008, 20:07

 

Ma l’emergenza non era a Napoli? No, perché l’emergenza si chiama “intercettazioni”. E il premier corre dritto verso il decreto. “Probabilmente – ha affermato Silvio Berlusconi - ci sono i termini di necessità ed urgenza per procedere non con un disegno di legge che richiede molto tempo ma con un decreto legge. Vedremo...”.
Risponde ai giornalisti in conferenza stampa ad Acerra, proprio nel cantiere del termovalorizzatore.


“Io ritengo che attualmente stiamo vivendo un momento di emergenza, perché siamo fuori da una società che ha comportamenti civili - spiega -. Non credo che un Paese possa permettersi ciò che sta accadendo, è accaduto e si prospetta possa accadere. Vale a dire dei privati cittadini si vedono sottratti il loro diritto alla privacy con interventi violenti che possono portare ad un danno in certi casi irreparabile, anche alla loro immagine”.

Quindi, a quanto pare, lo scontro sulla Giustizia diventa emergenza del momento. Quello sì. Botte e risposte per tutta la giornata. Napolitano-Mancino-Alfano-Berlusconi. Il Guardasigilli e il premier soddisfatti dell’intgervento del capo dello Stato – Csm non interferisce con le Camere-. Mancino è stretto suo malgrado.


Berlusconi ha poi annunciato che giovedì sera sarà a Matrix, “dove – dice - serenamente e pacatamente darò una risposta completa alla domanda sul tema della giustizia, perché credo che sia necessario che i cittadini sappiano dal loro presidente del Consiglio che cosa si cerca di far succedere in Italia in questo momento”.
 

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di Giulio d'Andrea
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