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Ennesimo attacco di "Feltri".


Ennesimo attacco di 'Feltri'.
20/09/2009, 12:09

 

LIBERTÀ DI INFORMAZIONE E GIORNALISTI FARABUTTI.

L’ATTACCO DEL GIORNALE DI FELTRI ALL’UNIONE CIECHI.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco



 

Non molti se ne sono accorti, ma tra le tante vendette, che il nuovo direttore del giornale di Berlusconi doveva attuare, c’era anche quella contro l’ Unione Dei Ciechi e degli Ipovedenti. L’aggressione contro l’Ente Morale che si occupa di rappresentare i minorati della vista in Italia è scivolata anonima, tra le drammatiche notizie della crisi economica, tra le polemiche sul privato del premier e sulla vicenda del Direttore dell’Avvenire che ha monopolizzato l’attenzione dei mass media. A noi,invece, sembra molto rappresentativo il caso che riguarda l’Unione dei Ciechi perché ci sono tutti gli elementi di un giornalismo usato come una clava preistorica contro tutto e tutti.

Quale colpe aveva accumulato l’Unione Ciechi nei confronti del Governo? Basta andare al mese di Giugno scorso, quando l’Unione proclama la mobilitazione generale della Associazione per ottenere un incontro con il Presidente del Consiglio, per evitare che i tagli indiscriminati alla spesa sociale previsti dai provvedimenti del Governo, colpissero i diritti dei disabili ed in particolare di quelli minorati della vista.

Il 23 Giugno era previsto l’inizio di un presidio in piazza Colonna a Roma di almeno 100 iscritti all’Unione per richiamare l’attenzione della opinione pubblica sul loro diritto ad una piena integrazione nella società.

Una mobilitazione organizzata con grande puntualità, che avrebbe portato ogni giorno davanti al Palazzo del Governo delegazioni di non vedenti di ogni regione italiana.

L’adesione alla mobilitazione è stata tanto convinta ed entusiasta, che si prevedeva una presenza in Piazza delle delegazioni per tutto il mese di Luglio.

Di fronte alla determinazione dell’Unione, il Governo si era visto costretto ad accordare un incontro per entrare nel merito delle richieste dell’Unione dei Ciechi. La mobilitazione fu sospesa, l’incontro fu fatto con il sottosegretario Gianni Letta e furono ottenuti risultati importanti in merito alle richieste sul servizio civile, sulla integrazione scolastica, sul taglio ai contributi delle attività di patronato.

Un risultato importante era stato conseguito, ma soprattutto si era dimostrato che era possibile sconfiggere il metodo utilizzato dal Governo di assumere provvedimenti gravi per i cittadini senza nessuna consultazione con le associazioni che li rappresentano. L’episodio dell’Unione Ciechi, in qualche modo precede le mobilitazioni dei precari della scuola, dei lavoratori delle fabbriche in lotta per la difesa del posto di lavoro.

Di fronte alle inchieste della stampa sulle sue frequentazioni notturne, alle lotte sociali che si sviluppano nel paese,che contraddicono i messaggi rassicuranti sulla crisi del Governo; Berlusconi ed i suoi consiglieri, non hanno trovato niente altro di meglio che sferrare un attacco violento e diretto contro coloro che sono ritenuti nemici.

Il primo provvedimento assunto fu quello di rimettere alla direzione del “Giornale”, Vittorio Feltri, giornalista già espulso dall’Ordine, che aveva il compito di intimidire gli avversari, minacciare e vendicare il Premier.

Il giorno 21 agosto Feltri assume la direzione del “Giornale”, il 22 Agosto firma la sua prima edizione. Il 24 Agosto, tra i tanti articoli di rivalsa contro i nemici del premier, esce un articolo contro l’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti dal titolo: "Uno solo a Monza, 89 a Bari e 107 a Napoli. Tutti al Sud gli accompagnatori dei ciechi!"

Il giorno 28 Agosto, sullo stesso giornale il Sottosegretario Giovanardi, annuncia che l’Unione Ciechi non avrà più la funzione della scelta degli accompagnatori del servizio civile.

In una lettera scritta dal Presidente dell’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti: Prof. Tommaso Danieli, viene spiegato, che ai minorati della vista spetta solo un 2% dei volontari del servizio civile nazionale e che al Sud i non vedenti sono molti di più di quelli del Nord . Nelle Regioni del Settentrione, si presentano pochi progetti per il servizio civile volontario . Infine, motivo principale per giustificare il numero esiguo degli accompagnatori è che al Nord i giovani non fanno domanda per il servizio civile, perché le occasioni di lavoro sono molte e meglio retribuite del servizio volontario di accompagnamento dei ciechi.

Al Sud, i volontari impegnati non raggiungono il migliaio di unità a fronte della presenza di oltre 52.000 non vedenti riconosciuti e censiti dai Ministeri competenti.

La civile risposta dell’Unione, non ha avuto spazio sul giornale, a dimostrazione che quello di cui si parla, non è più libera informazione, ma uso improprio del potere della stampa per montare campagne che orientino l’opinione pubblica per condizionarla, per indirizzarne le scelte.

Esiste una grande differenza tra una informazione libera e corretta , e una stampa di parte, asservita al potere di turno, che vive di cattiverie e pregiudizi.

Una informazione libera rappresenta la forza scomoda, ma necessaria, al continuo esercizio della democrazia; la forma di governo più difficile da garantire, perché è in continua evoluzione e continuo cambiamento.

L’esempio che abbiamo raccontato in questo articolo, serve a dimostrare che deve essere difesa la libertà di informazione nel nostro paese e che è giusto partecipare alla manifestazione di Roma, che si terrà agli inizi di Ottobre.

I nemici di questo Governo sono gli immigrati, i disabili, i precari. La violenza che si scatena ogni sera contro i diversi sono anche il frutto di una stampa violenta e parolaia, che nasconde dietro la retorica della forza la debolezza culturale di capire la complessità della nostra società, in cui la ricchezza è rappresentata proprio dalla diversità dei soggetti che la compongono.

Tra questi, i disabili della vista hanno dimostrato di essere soggetti sociali in grado di difendere i propri diritti con la civile contestazione e la grande mobilitazione dei cittadini. Non basterà certo un articolo ad intimidire i cittadini disabili a continuare le proprie battaglie per l’integrazione sociale e la rivendicazioni dei propri sacrosanti diritti.

Purtroppo, ci sarà sempre un giornalista farabutto dal quale bisognerà difendersi, ma la libertà vale anche per i farabutti.



 



 

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di Raffaele Pirozzi
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