Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Verdini: nessun avviso di garanzia. I finiani all'attacco

Eolico in Sardegna, 5 indagati: si dimette l'assessore Sica


Eolico in Sardegna, 5 indagati: si dimette l'assessore Sica
11/07/2010, 20:07

Cinque nomi, fantasmi del passato della politica italiana che ritornano ed un intreccio di affari sporchi che legano la Campania ai Palazzi del potere della capitale. Nomi di esponenti del Governo Berlusconi, di imprenditori già incappati in altre inchieste e di un assessore regionale della Giunta di Stefano Caldoro finiscono nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per gli impianti eolici in Sardegna. La Procura di Roma ha svelato “un’associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti” e volta “a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali nonché degli apparati della pubblica amministrazione” che ha immediatamente scatenato uno tsunami mediatico-giudiziario. È il nome del coordinatore del Pdl Denis Verdini (iscritto nel registro degli indagati per aver violato la legge Anselmi sulla costituzione delle associazioni segrete) a far agitare le acque nell’Esecutivo nazionale, tant’è che i finiani, attraverso Italo Bocchino, parlano di “degenerazione nel Pdl arrivata a livelli di guardia”. Dallo staff del coordinatore intanto precisano che al momento Verdini “non ha ricevuto alcun avviso di garanzia”. Ma la tegola che pende ormai sul centrodestra potrebbe portare a breve alle sue dimissioni.
Dopo esser stato accusato di aver favorito le nomine di alcuni burocrati senza titoli, pilotato appalti e servito gli interessi degli imprenditori interessati alla ricostruzione a L'Aquila, Verdini finisce nuovamente nell’occhio del ciclone. Nel registro degli indagati sarebbero finiti altri quattro nomi di spicco. Oltre all'imprenditore sardo Flavio Carboni (coinvolto in passato nell'inchiesta sul caso Calvi), all'ex esponente della Dc campana, Pasquale Lombardi e all'imprenditore napoletano, Arcangelo Martino, arrestati tre giorni fa, risulta iscritto anche l’assessore regionale della Campania Ernesto Sica, il quale nel pomeriggio si dimetterà dalla carica a Palazzo Santa Lucia. Al momento sono indiscrezioni che non trovano conferme dai diretti interessati, ma che hanno già causato terremoti politici. Mentre Antonio Martone lascia ufficialmente la magistratura (per l’accusa avrebbe discusso di un tentativo di avvicinamento dei giudici della Consulta che dovevano decidere sul Lodo Alfano), l'assessore Sica (accusato di aver ordito un complotto contro il Governatore della Campania) si è dimesso al termine dell' incontro avuto nel pomeriggio con il presidente Stefano Caldoro. Il finiano Italo Bocchino intanto continua a ritenere ineludibile l'addio di Verdini al Pdl. “Io penso che sarà costretto a dimettersi - dichiara - sarà quello che verrà fuori che lo porterà a dimettersi: noi abbiamo visto finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare lo stesso Verdini, è difficile che riesca a resistere”. “Io non ho una posizione su Verdini - conclude l'esponente del Pdl - ho una posizione su Berlusconi: credo che dovrebbe mettere in agenda rapidamente ciò che sta avvenendo su questa vicenda”. L'esponente finiano trova che sia forzato parlare di una sua richiesta di dimissioni del coordinatore del Pdl coinvolto nell'inchiesta sull'eolico. “È un'interpretazione forzata -afferma -. Rispetto a Verdini è un auspicio, non una richiesta. La richiesta è per Berlusconi”.

Commenta Stampa
di Davide Gambardella
Riproduzione riservata ©