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Il neosegretario invita all'unità del partito

Epifani: "Nel Pd c'è un correntismo esasperato"

E su Berlusconi: "La smetta di minare il governo"

Epifani: 'Nel Pd c'è un correntismo esasperato'
13/05/2013, 17:22

ROMA - Il neosegretario del Pd Epifani ha rilasciato stamane un’intervista a “la Repubblica” in cui parla del gravoso compito che gli spetta, cioè quello di ridisegnare le sorti di un partito che appare fortemente frastagliato e confuso in questi giorni. "Sabato nell'Assemblea abbiamo arrestato la caduta e cominciato la risalita. E' un lavoro che richiede determinazione fino ad arrivare al congresso d'autunno".  L’ex leader della Cgil avverte però che ci sono "divisioni nel gruppo dirigente che dobbiamo superare, e c'è un ruolo del correntismo troppo esasperato".

"Il mio orizzonte è il congresso per ora. Ma nessuno mi ha posto limiti. La parola 'traghettatore' non mi offende, lo è chi aiuta a superare un ostacolo, una difficoltà" spiega. La sfida del Pd, aggiunge, "è superare la logica dello sconfittismo, uscire da questa sindrome: ci vuole coraggio per riprendersi un ruolo, ma i Democratici hanno tante risorse".

Epifani fa un'analisi critica della situazione del partito osservando che "se il Pd ha l'orgoglio di essere l'unico vero partito non personale non può però avere l'orgoglio di cambiare tanti segretari in così poco tempo. Anche l'amarezza di Bersani nell'Assemblea di sabato coglieva un problema che andava oltre lui stesso, chiamando a una responsabilità diversa tutto il gruppo dirigente".

Berlusconi? Si rivolge anche a lui Epifani: "Innanzitutto la smetta di minare governo e istituzioni. Per il resto, pensavamo di vincere le elezioni e non ce l'abbiamo fatta. Ci sono stati i tentativi di provare a sbloccare la situazione in un altro modo, ma si sono arenati per l'indisponibilità di Grillo, e perchè non c'erano i numeri per la fiducia. In più le divisioni emerse nel Pd in modo inaccettabile sul presidente della Repubblica si sono riverberate sui nostri elettori. Un 'governo di servizio' è diventato la strada inevitabile per non tornare subito alle urne. E' chiaro che, da dove si era partiti a dove si è arrivati, c'è uno scarto"

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di Felice Massimo de Falco
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