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Esiste in Campania ed in Italia un problema della comunicazione?


Esiste in Campania ed in Italia un problema della comunicazione?
03/04/2009, 07:04

 

CHI STA CON CHI…

Gianni De Falco, direttore Ires Campania


 

Fra la comunicazione giornalistica e la realtà c'è una differenza profonda. La realtà va avanti per processi, per processi lenti, per processi ambigui, certe volte anche per processi non facilmente comprensibili, invece i media, la stampa, vanno avanti per eventi, cioè hanno bisogno di eventi, sottolineano l'evento, portano avanti l'evento. Avrebbe detto Braudel che in fondo la realtà va per grandi derive e invece la stampa e i mezzi dell'opinione pubblica vanno "per sprazzi di luce", "per spot".

Questo crea un problema evidente, perché ogni giorno la stampa deve organizzare, deve trovare un evento o deve spiegare attraverso gli eventi dei processi più complessi.

L'evento può essere un evento grande, un evento piccolo, un evento minuto, un pettegolezzo, una dichiarazione, ma deve essere evento.

Il giorno dopo non esiste più, mentre il processo continua. Tanto che mi viene il sospetto qualche volta che il giornalista, che i giornali, che i media creino eventi, pensando che essi non soltanto siano sufficienti a se stessi per poi morire il giorno dopo, ma che possano anche influenzare i processi, perché in fondo, creando un evento, si può orientare l'opinione pubblica a pensare il processo in una maniera diversa, e via via il processo poi prende una strada diversa da quella precedente.

E credo che uno sforzo maggiore di interpretazione dei processi, forse oggi andrebbe compiuto.

Avete provato in questi giorni a sfogliare i giornali? A seguire le trasmissioni politiche della tv? Non è un esercizio semplice ma, soprattutto, è sconcertante provare ad analizzare i contenuti dei vari articoli o dei pezzi giornalistici tv… è veramente faticoso mettere ordine e ricollegare episodi e logica, insomma spesso non si capisce qual’è il punto della questione e, soprattutto, “chi sta con chi”…

Nei brevi capitoli che seguono provo ad esemplificare con articolati esempi inerenti ai diversi e più frequenti ambiti della comunicazione come quella giornalistica, televisiva e pubblicitaria.


 

Il vescovo d’Ischia con gli abusivi. Ecco qui servito il primo pezzo: in una lunga lettera inviata alla Procura ed ai Comuni il Vescovo d’Ischia chiede di bloccare gli abbattimenti ordinati per centinaia di immobili abusivi. Monsignor Filippo Strovaldi scrive: «Alziamo la nostra voce accorata sollecitati da qualche famiglia e da movimenti partitici perché la demolizione di case abusive venga sospesa in attesa anche del Piano Case proposto dal Governo». Eccolo qua, lo sapevo! Questa è la prima presa di posizione pubblica a difesa di quelle famiglie di poveri cittadini disonesti (l’abuso è un reato e, quindi, una disonestà), delle tante aziende edili che impiegano, immagino onestamente, tanti lavoratori a nero negando, onestamente, qualsiasi diritto e giusto riconoscimento salariale e, sempre molto onestamente, senza nessuna cura per la sicurezza spesso provano a procurare, gratuitamente per loro, lavoro ai becchini.

E ancora, monsignor Strovaldi, dichiara che il suo intervento è stato anche sollecitato da ‘movimenti partitici’ (tra questi anche il Partito Comunista Italiano Marxista Leninista, possibile? ma esistono ancora? a Ischia?) appellandosi, oltre che alla Procura, ai Sindaci, quegli stessi, presumo, che hanno taciuto e non visto gli abusi o che, forse, hanno anche intascato cospicue e ‘sante’ mazzette… A loro difesa, quindi, si muove un pastore d’anime che, apprendo, è membro della “Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata”… ben gli sta… Amen.

Il ballo è forma d’arte. Una volta c’era la Body-art, movimento artistico che esprimeva la sua forma originale di arte con l’uso del corpo. Pochi immaginavano certo che tra le nuove forme d’arte poteva annoverarsi “Ballando sotto le stelle”… né avrebbero mai immaginato di poter assistere, o addirittura partecipare, ad una performance d’arte a base di twist o rock’n roll in un museo…

Qualcuno, onestamente, si è posto la questione venendo alla conclusione che forse queste performance potrebbero, più naturalmente, realizzarsi in discoteca o al Night club. Ma Cicelyn sostiene che queste sono le nuove ‘vive’ vie dei contenitori museali, soprattutto se musei d’arte moderna… Ma non si capisce, allora, questo tira e molla (autorizzo/non autorizzo) tra magistrati, vigili urbani e direzione del Madre. All’iniziale superficialità di chi pensava che in un edificio pubblico potessero organizzarsi manifestazioni danzanti senza provvedere a sicurezza ed autorizzazioni (superficialità si… ma grave!) oggi si contrappone chi, a sicurezza garantita ed autorizzazioni concesse, continua (come sembra e come denuncia Cicelyn) a vessare questa iniziativa. Ma non tutto vien per nuovere, quanto meno abbiamo saputo, finalmente, dove stanno i vigili la sera…

Cisl e Uil con Berlusconi. Polemica sindacale a parte, è da tempo che sospetto una certa sudditanza di Cisl e Uil (certo, anche dell’Ugl, ma c’era francamente da aspettarselo) al Cavaliere. Ricordate la telefonata di Berlusconi alla trasmissione “Ballarò” di Floris nella quale cercò di convincere gli italiani che si, Cisl, Uil e Ugl erano stati invitati a Palazzo Giustiniani in casa sua ma lui (il padrone di casa) non sapeva niente e, addirittura, lui stesso fu invitato a partecipare? Ma è proprio vero, allora, che il marito cornuto è sempre l’ultimo a saperlo? Una barzelletta che riuscì a far ridere tutta l’Italia a crepapelle… Anche Guglielmo Epifani, notoriamente molto posato, non riuscì a trattenersi… Sempre su questo tema Angeletti (Uil) fu intervistato per avere conferma dell’avvenuto incontro ed imperterrito rispose «assolutamente no»… c’erano stati, lo ammise più onestamente Bonanni (Cisl), ma entrarono ed uscirono dal portone secondario… come usava una volta la servitù… che figura!

Bassolino e Iervolino con i lavoratori e con la Cgil. Ecco l’annuncio: il Sindaco ed il Presidente della Regione annunciano la loro adesione alla manifestazione nazionale della Cgil del 4 aprile… apriti cielo… Cisl e Uil (e Ugl, se non citati si offendono), risentiti, accusano Bassolino e Iervolino di non mantenere la giusta imparzialità… ma l’episodio di Palazzo Grazioli allora? Boh… Meglio ribadire, allora, che non si tratta dell’adesione della Cgil alla Iervolino e a Bassolino ma l’esatto contrario… d’altra parte alla manifestazione hanno aderito tanti altri amministratori, rappresentanti della società civile e personalità del mondo artistico… personalmente sarei stato molto preoccupato se l’adesione l’avessero data solo loro, preoccupato, naturalmente, soprattutto per la Cgil… Prosit!

Le donne contro lo spot. La donna ‘monnezza’ (Napoli) tramortita e sprofondata tra sacchetti e rifiuti vari pian piano si ridesta mentre mani amiche (?) tolgono ti tutto un po’, rifiuti e sacchetti. Finalmente libera (ma non si è liberata da sé…) annuncia la sua bellezza e svela la sua identità. E’ una pubblicità Progresso (!) voluta dalla Presidenza del Consiglio che ha fatto insorgere l’Udi e varie amministratrici locali che hanno dichiarato la loro indignazione a fronte di una vera e propria provocazione. Certo che conoscendo i trascorsi del premier con le donne non ci si poteva aspettare nulla di meglio… Potevamo aspettarci qualcosa di meglio, invece, dai nostri amministratori sia nella gestione della crisi iniziale sia nella nuova fase di gestione dell’ordinario. All’inaugurazione del termoconvettore di Acerra in prima fila c’era il Governo, c’era la Moratti, c’erano i bresciani… e c’era la sconfitta di una intera classe politica locale relegata nemmeno in seconda fila (per intenderci quelli con la capuzzella protesa in alto per venire nella fotografia) ma piazzati ai piedi del palco per meglio guardare dal basso verso l’alto e per esser certi che non venissero ripresi da fotografi e tv.

Ai detrattori (mi ci metto anch’io, per altre ragioni!) della Pubblicità Progresso consiglierei di preoccuparsi, piuttosto, di sapere quella monnezza che pian piano viene tolta dove va a finire… Chiaiano docet!

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di Raffaele Pirozzi
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