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Mastrepasqua: "Serve soluzione per tutti"

Esodati, Fornero: "Inps ha sbagliato a divulgare quei dati"


Esodati, Fornero: 'Inps ha sbagliato a divulgare quei dati'
13/06/2012, 09:06

"E' un episodio grave e se l'Inps fosse un ente privato questo sarebbe un motivo per riconsiderare i vertici". Elsa Fornero non usa mezzi termini ed attacca i vertici dell'Inps all'indomani della diffusione di un documento riservato inviato dall'ente al governo, nel quale si stimavano in oltre 390 mila i possibili esodati. A scatenare l'ira della Fornero il fatto che siano usciti "dei documenti che contengono numeri parziali e non spiegati che su questioni che interessano molti italiani e' improprio e deresponsabilizzante", dice ribadendo pero' l'assoluta intenzione di voler rispettare le procedure previste per le nomine nel settore pubblico. Niente 'licenziamento', dunque, per i vertici Inps che non sembrano comunque assolutamente intenzionati a "rimettere il mandato", come filtra dai piu' stretti collaboratori di Mastrapasqua.
Ma è scontro anche tra governo e Cgil. Nel giorno in cui il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, ha chiesto di "trovare una soluzione per tutti, non solo per i 65.000 individuati dall'esecutivo", la distanza tra il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il leader del sindacato di Corso d'Italia, Susanna Camusso, e' apparsa incolmabile. Teatro della polemica la presentazione del rapporto annuale dell'Inps nel corso della quale Mastrapasqua ha definito "dura, severa, equa e coraggiosa" la riforma del governo.
Fornero ha ricordato che il decreto sugli 'esodati', che sara' emanato nei prossimi giorni, riguardera' 65.000 persone e sara' "una soluzione parziale del problema". Poi con le parti sociali, ha detto, "guarderemo il problema delle altre categorie, alcune delle quali sono ancora al lavoro". Per le 65.000 persone rimaste senza lavoro, ha sottolineato il ministro, sara' salvaguardato "il diritto al pensionalmento secondo le vecchie regole". Per gli altri lavoratori, "che sono difficilmente enumerabili", saranno trovate soluzioni che rispetteranno "i criteri di equita' e di efficienza ma senza scardinare la riforma". Parole che non sono piaciute alla Cgil.
La soluzione in due tempi "non esiste, e' il simbolo del disprezzo delle persone", ha replicato seccamente Susanna Camusso. "Ed e' inutile che il ministro continui a immaginare un contesto in cui ci siano altre soluzioni che non quella previdenziale", ha aggiunto. Per il leader della Uil, Luigi Angeletti, "il governo deve impegnare se stesso e il parlamento a trovare le risorse necessarie a garantire questo diritto. Ogni altra scelta rappresenterebbe solo un'ulteriore prepotenza".
Sulla stessa linea l'Ugl secondo cui "il problema degli esodati lo ha creato il governo con la riforma previdenziale ed e' dunque il governo a doverlo risolvere per tutti, non solo per 65.000". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha invitato governo e parlamento a intervenire per "migliorare" la riforma previdenziale, in particolare nel caso dei cosiddetti 'esodati'. Intanto il rapporto annuale dell'Inps, fotografa un paese in cui oltre la meta' dei pensionati, circa 7,2 milioni di persone, ha un reddito da pensione complessivo sotto i 1.000 euro al mese e il valore di un assegno previdenziale su due e' sotto i 500 euro. Le donne percepiscono in media quasi' la meta' degli uomini: 569 euro al mese contro 1.047 euro.
Poco piu' di 9 milioni dei 18.363.760 trattamenti pensionistici (9.017.432 per la precisione) non arrivano a 500 euro mensili, il 49,1%. Il 27,9% (5.123.681) e' inferiore a 1.000 euro e l'11,6% (2.138.316) non supera i 1.500 euro. Cresce pero' la spesa pensionistica: nel 2011 si attesta a 195,8 miliardi di euro, in aumento del 2,4% rispetto al 2010 (+4,6 miliardi).
Calano invece dell'1,8% (-49.389 unita') le pensioni di invalidita' civile. Le prestazioni risultano essere in tutto 2.733.970 (di cui il 69% costituite da indennita') per una spesa complessiva di 16,7 miliardi di euro e un importo medio mensile di 404 euro. Nel 2011 l'Inps ha speso per il sostegno al reddito (cassa integrazione, disoccupazione e indennita' di mobilita' compresa la copertura per le contribuzioni figurative) 19,1 miliardi di euro.
Con circa 73.722 ispezioni, sono state scoperte 57.224 aziende irregolari e 56.660 lavoratori irregolari o completamente in nero accertando piu' di 981 milioni di euro di omissioni contributive e sanzioni.

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di Veronica Riefolo
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