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Grillo: “Spero che il verdetto sia confermato”

Espulsione dissidenti M5S, 10 senatori pronti a lasciare


I volti dei dissidenti grillini
I volti dei dissidenti grillini
26/02/2014, 17:24

La decisione dell’espulsione dei dissidenti del Movimento 5 Stelle spetta ora alla rete ma qualora ci sia la conferma della decisione di Grillo all’interno del gruppo dei penta stellati potrebbe aprirsi una crisi interna. Dopo la decisione del leader dei grillini, infatti, 10 senatori sono pronti a lasciare il gruppo, oltre a Lorenzo Battista, Francesco Campanella, Louis Alberto Orellana e Fabrizio Bocchino che sono a rischio espulsione.

Secondo prime informazioni la motivazione di alcuni dei 10 senatori sarebbe quella di voler ritornare al loro lavoro ma qualcuno fa notare che i numeri per un nuovo gruppo a Palazzo Madama ci sarebbero visto che sono sufficienti dieci senatori.

Inoltre, pare sia stata avanzata l’ipotesi che i senatori pronti a lasciare il Movimento 5 Stelle sarebbero molti di più.

«Dovevamo portare il cambiamento – dichiara una delle senatrici dimissionarie - invece stiamo usando metodi antidemocratici e brutali. Ma facciano attenzione - avverte - questo è un domino organizzato. Dieci? Occhio che potremmo essere molti di più».

All’indomani dell’espulsione dei dissidenti, Palazzo Madama è stato scenario di una riunione che non si è svolta nel migliore dei modi. Stando a quanto si apprende, infatti, Maurizio Santangelo avrebbe invitato Battista a lasciare la sala. Dopo l’abbandono del dissidente circa 10 senatori lo hanno seguito, compresi Bocchino e Campanella. Con loro altri senatori pronti a rassegnare le dimissioni in segno di protesta: Laura Bignami, Alessandra Bencini e Maurizio Romani tra gli altri, alcuni dei quali avrebbero abbandonato l'assemblea in lacrime.

Intanto, stamane alle 10 ha preso il via la consultazione in rete sull’espulsione dei 4 grillini e proseguirà fino alle 19. Il leader del M5S, Beppe Grillo, dal suo blog si augura che il voto della rete confermi l'espulsione dei dissidenti perché ''non sono più in sintonia con il MoVimento". ''Sono cambiati, si cambia, non è mica detto, si legge sul blog. Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo".

«Noi non abbiamo mai violato il regolamento, il codice di comportamento, mai votato la fiducia al governo», ha dichiarato uno dei ‘ ribelli’, Battista. «Noi siamo profondamente dentro il Movimento - assicura dal canto suo Bocchino - aderiamo ai principi, ai valori, agli ideali. Noi abbiamo sempre ridato indietro i soldi e non è vero che abbiamo proposto alleanze come scritto da Grillo. Noi, come voi, lavoriamo sul territorio, non è vero che siamo stati sfiduciati. Siamo parte del progetto».

«A questo punto, attendiamo serenamente il loro voto per capire se sarà possibile restare nel M5S esprimendo liberamente il proprio pensiero e dare le risposte ai 9 milioni di cittadini che ci hanno votato», dichiara invece Orellana. «Grillo mente, è un bugiardo. I senatori non prendono 20mila euro ma 14mila, sono comunque tanti soldi ma noi abbiamo sempre restituito», aggiunge poi. Anche sulla vicenda della sfiducia del territorio «siamo di fronte a mistificazioni della realtà - assicura il dissidente - qualcuno sicuramente ha manifestato disagio per delle nostre dichiarazioni, ma da qui a parlare di sfiducia ce ne vuole. E' una mistificazione».

E Orellana dichiara ancora: «C'è tanta amarezza. Ho pensato tante volte di dimettermi e non lo escludo ora. Se poi lo fanno gli altri in segno di solidarietà...». A chi gli domanda cosa farà se la rete dovesse pronunciarsi per l'espulsione, il 'ribelle' replica: «Rappresenteremo la minoranza del movimento, ammesso che si tratti di una minoranza. Due volte su due la nostra posizione è stata messa ai voti ed entrambe le volte ho beccato io il responso giusto, non Grillo». Nonostante ciò, Orellana non nasconde la sua “preoccupazione per il fatto che ogni volta che si esprime un dissenso si finisca marchiati" all'interno del movimento.

Finora, da quando i 5 stelle sono approdati in Parlamento, sono state due le procedure di espulsione: la prima nei confronti del senatore Marino Mastrangeli, 'colpevole' di aver preso parte a dei talk show televisivi mentre la seconda per la senatrice Adele Gambaro, accusata di aver espresso dure critiche nei confronti di Grillo. Ora bisognerà attendere la decisione della rete. 

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di Erika Noschese
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