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Facebook: consigliere Russo crea gruppo “Non odiare Silvio”


Facebook: consigliere Russo crea gruppo “Non odiare Silvio”
22/10/2009, 11:10

 
NAPOLI. Il consigliere regionale Pdl della Campania Ermanno Russo ha creato su facebook il gruppo “Non odiare Silvio”. “Dopo aver appreso dai media la notizia di un gruppo "Uccidiamo Berlusconi" sul famoso social network – spiega l’esponente del Popolo della Libertà –, non sono riuscito a non far nulla. L’indignazione per un’offesa tanto grande ai valori della democrazia e della civile convivenza, mi ha portato a pensare e poi creare uno spazio dove si potesse esprimere la solidarietà al Presidente del Consiglio e, allo stesso tempo, riflettere sull’opportunità di abbassare i toni, riportando il dibattito politico nei naturali confini del rispetto e della legalità”.
Per Ermanno Russo, che nel Consiglio regionale della Campania presiede anche la Commissione speciale di controllo sulle Politiche giovanili, disagio sociale ed occupazione, “l’iniziativa del ministro della Giustizia Angelino Alfano è condivisibile e si era resa indispensabile dal momento che il gruppo in questione aveva già superato qualche giorno fa la preoccupante soglia dei diecimila iscritti. Soglia che oggi è abbondantemente superata con la nascita, per giunta, di altri due gruppi con il medesimo nome”.
“Ora – conclude il consigliere del Pdl – ci auguriamo che la magistratura faccia luce su questi episodi di estremismo politico e di odio sociale, che non possono essere in alcun modo derubricati alla stregua di iniziative goliardiche o giù di lì. Dopo le farneticanti frasi pubblicate su internet da parte di un esponente del Partito democratico di Modena alla ricerca di un killer per il premier, le minacce arrivate al Riformista la scorsa settimana e, ora, il gruppo Uccidiamo Berlusconi, sarebbe bene che tutta la classe politica italiana si soffermasse a riflettere sulla necessità di contenere i toni, mentre parte di essa si convincesse dell’opportunità di riportare il dibattito politico all’interno delle istituzioni piuttosto che in piazza”.

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di Redazione
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