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Il premier: “Avanti. Voto anticipato? danno per il Paese”

Federalismo: il Colle frena, ma Berlusconi non si ferma

Il Cavaliere apre le braccia a Storace

Federalismo: il Colle frena, ma Berlusconi non si ferma
05/02/2011, 13:02

ROMA – “Irricevibile”. Giorgio Napolitano in questo modo ferma la corsa leghista e del governo verso il traguardo del federalismo. La rincorsa affannosa nella realizzazione di un decreto legge, che non prende in considerazione lo smacco registratosi in Bicameralina, al Colle non è piaciuta e, in maniera quasi inedita quanto diretta, il Capo dello Stato lo ha comunicato ai diretti interessati senza troppi giri di parole. Il presidente della Repubblica, insomma, ha risposto al premier chiudendo i portoni del Quirinale. Quella della Lega e di Berlusconi, infatti, viene percepita come una vera e propria forzatura nei rapporti istituzionali “umiliati”, inoltre, dalla mancanza d’ascolto degli appelli “al dialogo, a superare contrapposizioni, arroccamenti e prove di forza”, che Napolitano ha ripetutamente lanciato nei giorni scorsi. Le voci, che erano inizialmente solo indiscrezioni, sulla probabile e giustificata chiusura da parte del Quirinale, alla fine si sono concretizzate. Una risposta tanto precisa quanto dura, che non lascia spazi ad interpretazioni. Un no secco alla decisione del Cdm straordinario che, come rileva e fa rilevare l’inquilino del Quirinale, ha partorito un testo assai “diverso da quello originariamente approvato dal governo e trasmesso alla Conferenza unificata e alle Camere”. Intanto a rendersi conto della gravità delle parole del Capo dello Stato è il ministro Calderoli che, cercando di abbassare i toni della polemica, parla di “un sollecito formale che noi avevamo già recepito”. Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli si dichiara comprensivo sull’irritazione di Napolitano e ammette che tanto la Lega quanto il premier hanno fatto prevalere “le urgenze politiche, dimenticandosi quale è il bon ton istituzionale”. Le scuse al Colle arrivano anche dal senatur Bossi, mentre a non pensarci è il presidente del Consiglio, che furioso accusa il presidente della Repubblica “di scelte politiche” e apre a La Destra di Storace. Silvio Berlusconi accoglierà un rappresentante della Destra nella squadra di governo. L'ingresso nel governo è stato confermato dallo stesso Storace ai giornalisti: “Entreremo con un sottosegretario, la mia indicazione è stata quella dell'onorevole Musumeci, nostro prestigioso esponente siciliano”. Ma non solo. Andare al voto ora “sarebbe un grave danno” e la campagna elettorale – assicura il premier - con le tensioni di questi giorni “sarebbe infuocata”. Il premier, ad ogni modo, ha assicurato: “ho la pelle dura, vado avanti”, confermando che il governo proseguirà la propria azione attuando il federalismo fiscale, la riforma del fisco e quella della giustizia nonostante lo stop da parte del Colle al decreto legislativo.

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di Antonio Formisano
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