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Il nuovo testo di riforma non piace agli enti locali

Federalismo: Il governo lo approva, le regioni lo bocciano

Vasco Errani:"L'esecutivo ha tradito gli impegni presi"

Federalismo: Il governo lo approva, le regioni lo bocciano
03/03/2011, 18:03

ROMA - Nemmeno il tempo di brindare per la faticosa approvazione di una parte del tanto sbandierato (e deformato) federalismo che, dagli enti locali, nella persona del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Vasco Errani, arriva una nota che non lascia spazio ad interpretazioni:"Al governo abbiamo detto che, dal momento che non ha onorato i contenuti dell’accordo siglato nel dicembre scorso, l’intesa sul federalismo regionale per noi non c’è".
Poi la frecciata:"Le Regioni vanno a questo incontro con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, con la piena disponibilità a costruire un quadro concertato di azioni che impegni tutta la Repubblica italiana".

SITUAZIONE DELICATA
Il blocco imposto dalle regioni deriva dunque da un cambiamento dei piani riformisti dell'esecutivo rispetto agli accordi presi lo scorso mese di dicembre. Per questo, la nuova discussione del decreto attuativo del federalismo rappresenta "un punto molto importante" dato che  "la situazione è molto critica" per praticamente tutti gli enti locali italiani.

NO ANCHE AL PIANO SUL NUCLEARE
Ma dalle regioni arriva un no quasi unanime anche per quanto concerne il decreto collegato ai criteri di individuazione delle aree per la costruzione delle centrali atomiche. "La maggioranza delle regioni ha espresso un parere negativo - ha infatti precisato Errani -. Solo 4 regioni ossia Piemonte, Lombardia, Campania e Veneto  hanno espresso un parere favorevole mentre le altre hanno espresso un parere contrario".

TELEGIORNALI REGIONALI
Altro nodo delicato, è quello che riguarda le edizioni serali dei telegiornali regionali. "Abbiamo rappresentato alla commissione di Vigilanza Rai - ha detto il presidente  - la necessità di sensibilizzare i vertici Rai rispetto alla prospettata cancellazione dell'edizione serale dei telegiornali regionali". Una questione, conclude Errani, che ha  fatto riscontrare "interesse e sensibilità da parte di tutti i commissari" visto che  "si tratta di garantire il diritto all'informazione e in questo momento in cui si discute sulle necessità di un processo federalista si dovrebbe prevedere valorizzare e ampliare i notiziari regionali".

FEDERALISMO O "DEPREDARISMO"
La verità, scomoda quanto sempre più difficilmente confutabile, è che questo "federalismo fiscale" non è altro che un disperato tentativo di eliminare una parte dell'enorme debito pubblico tratassando ulteriomente (e indiscriminatamente) gli enti locali e quindi i cittadini. Usare a mo di propaganda una "semplice" riforma per alzare le tasse, è soltanto un goffo ed odioso tentativo per raggirare gli elettori. Un'economia disastrata, però, con l'aumento dell'imposizione fiscale riceve il colpo di grazia e di sicuro impoverisce ulteriormente chi si trova già in serie difficoltà. 
Del resto il meccanismo lo si impara durante i primi mesi di Università: più tasse significano automaticamente meno sviluppo e più ingiustizia sociale; soprattutto se a fronte di tali imposte non esiste un aumento considerevole della quantità e della qualità dei servizi.
L'assurdo che porterà al crack totale non solo in Italia, invece, è che si alzano i tributi monetari da versare allo Stato e si abbassano parimenti le spese per il cosiddetto "welfare". Altro che federalismo: l'esecutivo sta solo tentando una manovra di "depredarismo".

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di Germano Milite
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