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Il voto della bicamerale dovrebbe slittare a giovedì mattina

Federalismo: ore decisive. Probabile un 14 a 14

Il Pd insiste per una “clausola di salvaguardia” sui tagli

Federalismo: ore decisive. Probabile un 14 a 14
22/03/2011, 17:03

ROMA – Sono ore decisive per il destino attuativo del federalismo fiscale su fisco regionale, provinciale e sanità. Era previsto per oggi il termine di presentazione degli emendamenti e ne sono stati depositati ben una sessantina, provenienti da tutti i gruppi. I punti particolarmente controversi sono due: la questione dei tagli alle regioni, dovuti al decreto 78, e i fondi per il trasporto pubblico locale. Sul piede di guerra il Pd, con il relatore Francesco Boccia, che insiste in particolare perché venga votata una sorta di “clausola di salvaguardia” nel caso non vengano rispettati gli impegni assunti dal governo del dl 78 sulla revoca dei tagli alle regioni, per fronteggiare il rischio di aumento della pressione fiscale, visto che i governatori grazie al federalismo regionale avranno in mano le leve dell’Irpef. La “clausola” porterebbe alla sospensione del decreto e alla convocazione obbligatoria di un tavolo tra lo Stato e le regioni per definire insieme eventuali ulteriori meccanismi di finanziamento dell’attuazione del federalismo fiscale. Un accordo, sottolinea Boccia nella sua relazione, che “appare necessaria per difendere il lavoro collettivo svolto sin’ora” nella bicamerale. “Per difendere - aggiunge - la credibilità di un progetto comune e non di parte, come più volte auspicato, in questi giorni di celebrazione dell’Unità d’Italia, dal Presidente della Repubblica Napolitano”. In modo che diventi davvero “una riforma di tutti”. L’ipotesi è che la maggioranza, dal momento che non sembra essere orientata ad accordare la “clausola”, potrebbe ritrovarsi dinanzi ad 14 a 14 visto che, come probabile, il voto da domani sera slitterà a giovedì mattina e la deputata dell’Api Linda Lanzillotta ha fatto sapere che non potrebbe essere presente. Il relatore di maggioranza, Massimo Corsaro (Pdl), ha fatto però cavallerescamente sapere che anche lui non parteciperebbe alla votazione per riequilibrare così la situazione.

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di Antonio Formisano
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