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Federalismo: Ranieri, governo prigioniero di oltranzismi Lega


Federalismo: Ranieri, governo prigioniero di oltranzismi Lega
28/12/2010, 13:12


NAPOLI - "Da un recente studio sulle conseguenze per le città capoluogo di provincia del decreto attuativo sul fisco comunale (previsto dalla versione di federalismo fiscale proposto dal governo della destra e della Lega) emerge che il Sud sarebbe fortemente penalizzato. Napoli sarebbe la città con la maggiore riduzione di risorse: il Comune perderebbe il 61% dei trasferimenti. Saremmo insomma ad una versione del federalismo fiscale "grimaldello per redistribuire a favore del Nord la ricchezza del paese". E' questo, del resto, lo schema cui lavora il governo nazionale prigioniero degli oltranzismi della Lega". E' quanto afferma, in una nota, il candidato alle primarie per il Pd al Comune di Napoli, Umberto Ranieri. "Tale dissennata politica va combattuta. Sia chiaro: il federalismo fiscale è una sfida che il mezzogiorno ha inteso raccogliere e tuttavia - aggiunge - esso non può ridursi ad uno strumento per lasciare al Nord più risorse rinunciando ad ogni prospettiva di sviluppo nazionale". Per Ranieri "é tempo di parlarsi chiaro. La proposta di federalismo fiscale del governo Berlusconi/Bossi va combattuta nel Paese e in Parlamento. Le regioni meridionali non abbiano timore di un trasparente meccanismo che fissi i costi standard di ogni servizio per qualità prestata, perseguano risultati nel campo del miglioramento dei servizi pubblici ma, così come ha fatto la Germania per le sue regioni orientali, una versione equilibrata e responsabile del federalismo fiscale preveda modalità di perequazione per le aree a minor crescita e gettito. Questo il terreno su cui ricostruire un patto nazionale unitario. In questo quadro una nuova politica per il Sud èsempre più necessaria. Essa deve partire da una impostazione del tutto opposta a quella sostenuta dalla Lega: dal riconoscimento che il recupero allo sviluppo delle regioni meridionali è la condizione di un avanzamento economico e civile dell'intero paese. Senza di esso l'obiettivo di elevare il tasso di crescita dell'economia italiana e di uscire da il ristagno dell'ultimo decennio appare del tutto velleitario. Ecco perché non c'é alternativa al crescere insieme di Nord e Sud, non essendo storicamente immaginabili, nell'Europa e nel mondo di oggi, prospettive separatiste o più semplicemente, ipotesi di sviluppo autosufficienti di una parte soltanto dell'Italia".

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di Redazione
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