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Ma Berlusconi non arretra: “Con la Lega andiamo avanti”

Federalismo? Testo respinto!

Da palazzo Grazioli fanno sapere: "nessuna retromarcia"

Federalismo? Testo respinto!
03/02/2011, 16:02

ROMA – All’articolo 7 del regolamento della Commissione Bicamerale si legge: “Le deliberazioni della Commissione sono adottate a maggioranza dei presenti, considerando presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario. In caso di parità di voti, la proposta si intende respinta”. Ergo, essendo terminato il voto sul federalismo municipale in parità, il testo è stato respinto. I pronostici della vigilia sono stati quindi confermati e la Bicameralina si è espressa con 15 voti favorevoli (Lega, Pdl ed Helga Tahler dell’Svp) e 15 voti contrari (Pd, Terzo Polo, Idv). Il testo del ministro Calderoli, insomma, scritto, riscritto, cancellato e poi modificato ancora a più riprese, fino all’ultimo minuto, non è riuscito nel suo intento: incassare l’ok dell’opposizione, o almeno di una sua componente. Sciolto qualsiasi dubbio su colui che doveva essere il dissidente del gruppo Fli: anche il senatore Massimo Baldassarri, infatti, finito nelle ultime ore sotto i riflettori della critica per la ventilata ipotesi che avrebbe appoggiato la maggioranza (offrendo così quel voto di scarto che avrebbe fatto la differenza), ha votato contro. L’idea del pareggio 15 a 15 tra maggioranza ed opposizione non piace alla Lega, che avrebbe voluto incassare il tanto amato federalismo “senza se e senza ma” (e proprio su questo sta bilanciando tutta la sua attività politica). Proprio su questo voto si giocava la credibilità e la tenuta del governo. Ma il governo, nonostante la sconfitta, non intende arretrare. È questa la posizione emersa al termine del vertice tra Pdl e Lega a palazzo Grazioli. Si va avanti, nessuna retromarcia, non facciamo precipitare la situazione, “il federalismo è una riforma prioritaria per l'azione dell'esecutivo, è l'invito rivolto da Berlusconi a Umberto Bossi. Il presidente del Consiglio, riferisce chi ha partecipato all'incontro in via del Plebiscito, ha spiegato al senatur che la maggioranza ha i voti per poter proseguire la legislatura.

Un incontro insolito
Prima del voto in Commissione Bicamerale sul federalismo tutti hanno incontrato tutti e il momento della votazione, inizialmente previsto per le 12:45, è slittato. Insolito l’incontro Bossi-Fini. Il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, lontano da sguardi indiscreti, ha varcato la soglia dello studio del presidente della Camera Gianfranco Fini. Un incontro, al quale non ha partecipato nessun altro esponente leghista o di Fli, che, secondo quanto si è appreso, è servito a fare il punto sulla delicata partita del federalismo. Poco dopo, il leader della Lega ha risposto in modo sibillino ai cronisti che gli chiedevano se in caso di pareggio nel voto nella Bicamerale si sarebbe tornati alle urne: “Vediamo, vediamo...”, si è infatti limitato a dire. Una risposta strana, che quasi lascia intravedere una possibile ipotesi di riavvicinamento tra i due leader, dal momento che lo stesso senatur si era sempre espresso con un diktat: “O il federalismo passa con la maggioranza o si va al voto”.

Vincitori e vinti: le reazioni politiche
No comment da parte di Umberto Bossi e Roberto Calderoli all’uscita da palazzo San Macuto al termine del voto sul federalismo municipale. I due leader del Carroccio sono entrati velocemente in auto, evitando i cronisti e le telecamere che li incalzavano. Stessa sorte per il ministro Giulio Tremonti che ha allontanato i giornalisti con un chiaro cenno della testa. L’opposizione invece insorge. “Il voto di oggi certifica l’inesistenza di una maggioranza in Parlamento. Bisogna restituire la parola ai cittadini e tornare alle urne”, per il leader di Idv Antonio Di Pietro. Sulla stessa linea il coordinatore di Fli Adolfo Urso, che reputa “importante il voto contrario” in Bicamerale: “A dicembre c’era stato l’accordo tra Bossi e Berlusconi sulla base che entro gennaio ci sarebbe stata un maggioranza solida. Siamo a fine gennaio – ha spiegato Urso - la maggioranza non si è allargata, non è solida, il federalismo si è bloccato... Bisogna prenderne atto”. Non usa mezzi termini anche il segretario del Pd, che invita Berlusconi e Bossi a prendere atto della situazione: “Adesso ci si fermi. Non ci sono le condizioni nè giuridiche, nè politiche per andare avanti”, ha infatti dichiarato Pierluigi Bersani.

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di Antonio Formisano
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