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Il Presidente del Senato contestato da Grillo

Festa del Tricolore: Schifani difende la Costituzione


Festa del Tricolore: Schifani difende la Costituzione
07/01/2010, 19:01

REGGIO EMILIA - 213 anni fa faceva la prima apparizione il tricolore italiano rosso, bianco e verde. Ogni anno il 7 gennaio si festeggia questa ricorrenza che è anche un momento per unire gli italiani.
A Reggio Emilia quest’anno la cerimonia è stata presieduta dal  presidente del Senato, Renato Schifani che al teatro Ariosto, durante le celebrazioni per il 213° anniversario del vessillo nazionale, svoltesi a Reggio Emilia ha parlato davanti al sindaco Graziano Delrio, alla presidente della Provincia, Sonia Masini, alla vicepresidente della Regione, alle forze dell'ordine e a un vasto numero di politici.
ai giovani che gli hanno consegnato una bandiera tricolore la seconda carica dello Stato ha elogiato la Costituzione affidando ai ragazzi il compito di difenderla con orgoglio.
Subito dopo, Schifani ha affrontato tematiche di più ampio respiro, inerenti soprattutto alle dinamiche parlamentari e ai recenti scontri tra maggioranza e opposizione. Ha infatti sottolineato l’esigenza di rendere la legislazione più celere, di avere un premier “eletto dai cittadini” e di ridurre i costi della politica anche diminuendo il numero dei parlamentari.
“La scelta dei cittadini va rispettata fino in fondo, senza ambiguità ed incertezze. È fortemente avvertita dai cittadini – prosegue Schifani - l’esigenza della costituzionalizzazione di quel principio fondamentale secondo il quale i governi li scelgono gli elettori e non il Palazzo con i suoi trasformismi”.
“Dobbiamo evitare - ha concluso - che il Parlamento sia condizionato dai richiami dell'antipolitica che si rinnovano purtroppo ogni giorno. Serve invece sobrietà e attenzione, che si deve ad un oggetto prezioso, ma anche fragile”
Presente in piazza anche Beppe Grillo che ha chiesto alla seconda carica dello Stato delucidazioni sulla legge di iniziativa popolare supportata dalle firme di 350 mila cittadini sul cosiddetto ‘Parlamento pulito’.
“Schifani voleva incontrarmi personalmente – afferma il comico genovese -, ma io non ho voluto perché non ha senso. Io non sono nessuno. Io rappresento 350mila persone. Allora gli ho proposto un confronto con una diretta web. Solo che Schifani non ha accettato questa modalità per paura della rete, del contraddittorio, dei cittadini”.
Pronta la replica di Schifani: Grillo voleva un incontro con la webcam, ma non ho condiviso questa modalità perché l’incontro avrebbe consentito a lui di riferire tutto quello che gli avrei detto io. Comunque ribadisco la mia disponibilità a incontrare di persona tutti quelli che sono primi firmatari di leggi di iniziativa popolare”.
E sulla proposta di legge popolare, “Parlamento pulito”, ha aggiunto: "Scriverò al presidente della commissione Affari costituzionali per sollecitare l’iter di questo disegno di legge che mi risulta essere già all’ordine del giorno della commissione. Ma non si può portare in Aula un disegno di legge se prima la commissione non ha finito il suo iter”.
“Se avessi potuto incontrare Grillo di persona - afferma Schifani – gli avrei spiegato che questi ddl che non hanno una matrice politica rischiano di non essere spinti in Parlamento. Il dovere della politica è di fare in modo che il Parlamento si pronunci”.
Schifani ha concluso ammettendo di essere "venuto di buon grado a Reggio Emilia, ho accolto volentieri l'invito del sindaco Delrio. Ho grande rispetto per questa città la cui accoglienza mi ha reso pienamente soddisfatto e convinto della bontà della mia scelta".

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di Mario Aurilia
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