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Un corteo di studenti è alla Camera. Aspetta l'esito

Fiducia: Berlusconi ottiene 316 sì

Le opposizioni iniziano a votare. La maggioranza: buffoni

Fiducia: Berlusconi ottiene 316 sì
14/10/2011, 14:10

ROMA – Terminate le dichiarazioni di voto, la seduta in aula alla Camera è stata sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 12:30 per il voto finale. La soglia di sicurezza per la maggioranza è di 316, ma contrariamente a quanto annunciato in precedenza, qualcosa sembra essere cambiato. La votazione, dunque, è sul filo, con tanto di incognita riguardante le assenze strategiche o voti contrari all’ultimo minuto. Già al momento delle dichiarazioni di voto, l’aula di Montecitorio, al di là dell’annunciata assenza da parte dell’opposizione, ha mostrato molti scranni vuoti anche tra le file della maggioranza. Erano meno di 200, infatti, i deputati presenti in aula. 

SARDELLI NON PARTECIPA AL VOTO
Luciano sardelli, deputato di Popolo e Territorio, non ha partecipato al voto di fiducia in aula alla Camera.

CONCLUSA LA PRIMA CHIAMA. C'E' NUMERO LEGALE
Si è conclusa la prima chiama in aula a Montecitorio e c'è il numero legale. Le opposizioni, come avevano annunciato, sono rientrate in aula per votare. Il loro rientro per la seconda chiama è stato salutato dai componenti della maggioranza con un applauso ironico e con le grida "buffoni, buffoni".

APPLAUSI PER ASCIERTO (PDL) IN STAMPELLE
Filippo Ascierto, deputato del Pdl, è arrivato in aula per votare e dire si alla fiducia al governo Berlusconi. Avendo una gamba ingessata, il deputato pidiellino è giunto a Montecitorio in stampelle e al momento del voto è stato accolto da un lungo applauso da parte dei suoi colleghi. Intanto gli uffici della Camera hanno fatto sapere che il numero legale è a quota 265.
 

I RADICALI PARTECIPANO ALLA PRIMA CHIAMA
La pattuglia dei sei deputati Radicali è riunita in una stanza di uno dei palazzi dei gruppi parlamentari della Camera. E' uscita all'ultimo momento per partecipare alla prima chiama. Dovrebbero aver votato contro la fiducia.

ALLA CAMERA E' INIZIATA LA PRIMA CHIAMA
E' iniziata la votazione sulla fiducia al governo posta ieri alla Camera dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La proclamazione del risultato dovrebbe arrivare intorno alle 14.

IL PREMIER : QUESTA SERA IL GOVERNO CI SARA'
"Sono sereno": il presidente del Consiglio risponde con queste parole ai cronisti che gli chiedono un commento sul voto di fiducia. A chi gli chiede se questa sera il suo governo ci sarà ancora, risponde: "Penso di sì. Anzi ne sono intimamente sicuro".

LE OPPOSIZIONI: NON VOTEREMO ALLA PRIMA CHIAMA
I deputati delle opposizioni hanno fatto sapere di essere orientati a non votare nella prima chiama. Secondo quanto si è appreso, l’orientamento di Pd, Udc, Fli, Idv, Api e Ld, è quello di votare solo dopo che la maggioranza abbia dimostrato di essere in grado di assicurare il numero legale. L'articolo 46 del Regolamento della Camera stabilisce infatti che “le deliberazioni dell’Assemblea non sono valide se non è presente la maggioranza dei componenti".

LO STRANO CASO DI SARDELLI
Luciano Sardelli, di Popolo e Territorio, aveva annunciato di non votare la fiducia. "Belusconi vada al Colle. Non voto la fiducia" aveva dichiarato, aggiungendo che avrebbe incontrato il premier per dirgli di salire al Quirinale per dimettersi. Ma guarda caso, dopo aver incontrato Berlusconi, la realtà sembra essere cambiata. E' lo stesso Cavaliere a dire ora: "Sardelli c'è e vota la fiducia". Ma allora, quella della compravendita dei parlamentari da parte di Berlusconi è cosa quanto mai vera?

GAVA E DESTRO DIRANNO "NO"
Gli scajoliani Giustina Destro e Fabio Gava hanno annunciato la loro defezione: no alla fiducia. “Lo so e mi dispiace. Sono portatori di istanze di grande cambiamento”. Così l’ex ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, ha risposto ai giornalisti in Transatlantico che gli hanno chiesto un parere sui due dissidenti. Berlusconi a questo punto si ritrova anche a dover fare i conti con le assenze e le contrarietà della banda guidata da Scajola.


ESITO FINALE

Alla fine la fiducia è stata concessa: 316 voti a favore, 301 contrari, con una maggioranza di 309 voti. Ma è alta la tensione all'interno del Pd tra i radicali e il resto del partito, per l'ennesima azione contraria agli "ordini" di scuderia. Pare siano volate parole grosse tra un gruppetto del Pd ed un gruppetto dei radicali, che si sono incrociati a Montecitorio.
Appena appresa la notizia, dai manifestanti presenti in piazza Montecitorio (qualche centinaio di indignados) è nato il coro: "Vergogna", seguito da un lancio di uova verso l'ingresso di Montecitorio. La Polizia ha ricevuto l'ordine di prepararsi ad agire

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di Antonio Formisano
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