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Fondamentale per l'autosufficienza il voto di Fli

Fiducia, Il governo regge ma barcolla: 342 si e 275 no


Fiducia, Il governo regge ma barcolla: 342 si e 275 no
29/09/2010, 19:09

ROMA - 275 no e 342 si. Appare dunque ancora abbastanza solida la maggioranza di governo con l'ultima fiducia richiesta alla Camera. Soltanto 3 gli astenuti; con Mpa ed Fli praticamente unite come terza "gamba" per sostenere la coalizione di centrodestra. Tra i finiani, da quanto si è appreso, solo Fabio Granata e Mirko Tremaglia avrebbero votato "no" alla fiducia.
Tuttavia, i numeri del gruppo collegato a Gianfranco Fini e gli "imprevedibili" di Raffaele Lombardo, si sono dimostrati comunque importanti se non fondamentali per la buona salute dell'esecutivo. Scalando i voti di Fli ed Mpa (in tutto 39), infatti, i si sarebbero stati soltato 303 e non 316 come richiesto ed auspicato dallo stesso Silvio Berlusconi al fine di ottenere una totale autosufficienza di governo. Che la maggioranza si sia indebolita sensibilmente, del resto, lo ha ammesso subito dopo le votazioni anche il leader del Carroccio Umberto Bossi.
Per il Senatùr, difatti, i numeri di oggi sono "stretti" e dimostrano che la strada che dovrà percorrere l'esecutivo è e sarà irta di ostacoli e molto scivolosa. La via principale, nella visione dell'insoddisfatto numero uno della Lega, restano comunque le elezioni anticipate.

BRIGUGLIO:"SENZA FLI IL GOVERNO NON ESISTE"
Difficilmente confutabile, dati i risultati, il commento di Carmelo Briguglio. Per il finiano, infatti, "senza Fli ed Mpa questa maggioranza non esiste".

BERLUSCONI CITA CALAMANDREI
Del resto, proprio il Cavaliere, nel discorso odierno ha mostrato alcuni segnali di apertura proprio nei confronti di quel dialogo con l'opposizione che fino ad oggi è inneagabilmente e platealmente mancato. Citando Piero Calamandrei ed invitando a favorie un clima "costituente", difatti, Berlusconi ha mostrato un minor senso d'onnipotenza ed ha lasciato intravedere uno spirito collaborativo che, seppur reputato da molti per nulla sincero, testimonia un malcelato timore ed una lenta ma costante perdita di potere. Essere nelle mani di finiani e politici sicialiani, dunque, deve aver fatto comprendere alla coalizione di centrodestra che il tempo del braccio di ferro è probabilmente finito. Le preoccupazioni del leader Leghista, con il proprio partito in crescita e l'area nord del paese sempre più verde, sono l'ennesimo segnale di umiltà imposta mostrati da un esecutivo che sembrava invincibile fino a qualche mese fa.

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di Germano Milite
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