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Fimiani (Circoli Ambiente): "Responsabilita' anche se discarica e' dietro casa mia"


Fimiani (Circoli Ambiente): 'Responsabilita' anche se discarica e' dietro casa mia'
11/10/2011, 15:10

Alfonso Fimiani è fondatore e Presidente dei Circoli dell’Ambiente, associazione ambientalista nata in Provincia di Salerno ed oggi presente in tutta Italia. Ha completato i suoi studi giuridici approfondendo la questione della gestione dei rifiuti e comparando i modelli di altri Paesi europei a quello italiano. Oltre ad essere un ambientalista è dunque un tecnico della materia ed a lui chiediamo un parere sulla notizia che vorrebbe riaperte ben quattro discariche in territorio salernitano.
“Quattro discariche? Neanche basteranno! Allo stato attuale il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani proposto dall’Assessore Romano, che gode della nostra stima e del nostro sostegno, fa un calcolo a mio parere addirittura ottimistico: prima di riuscire a costruire gli impianti di smaltimento passeranno sicuramente degli anni ed è necessario tamponare cercando una soluzione che non sia ancora e sempre il trasporto fuori Regione. Io credo che potrebbero servire discariche per il solo indifferenziato con una capienza pari ad un totale di 10 o forse anche 12 milioni di tonnellate”
Quindi Lei sta dicendo che è favorevole alla riapertura delle discariche, nonostante nel programma dei Circoli (visibile sul sito www.icircolidellambiente.it, ndr) ci sia scritto chiaramente “Punteremo all’abbandono quasi totale degli impianti di smaltimento a discarica”?
“Sia ben chiaro, io sono contrarissimo alle discariche, eppure la situazione va risolta. Il rifiuto ha tre sbocchi: il riciclo o riutilizzo, che è quello da perseguire maggiormente; la valorizzazione energetica attraverso appositi impianti; infine, quale possibilità remota, il deposito in discarica. Purtroppo in Campania abbiamo pensato di poter utilizzare solo quest’ultimo metodo e quando le discariche son divenute sature ed è stato necessario chiuderne un centinaio immediatamente è scoppiata la vera emergenza rifiuti. C’è poco da discutere: seppur con tutte le cautele, la riapertura di Codola, di Laurito, di Olevano e di Terra Arenosa è necessaria tanto quanto le altre, da Serre a Cava Vitiello agli altri siti che verranno”
Accetterebbe anche la riapertura di Codola, che è distante poche centinaia di metri dalla Sede nazionale dei Circoli dell’Ambiente (e dalla Sua abitazione)?
“C’è bisogno di responsabilità totale da parte di tutti: degli amministratori, delle associazioni di categoria e di ogni singolo cittadino. Condanno le proteste dei Sindaci, che dovrebbero dare il buon esempio. Ora è finito il tempo dell’okkupazione delle piazze, delle sassaiole, dell’ambientalismo post-sessantottino della Sinistra estrema. Ed è finito anche il tempo della demagogia e della sindrome NIMBY, ‘Non nel mio giardino’. Non posso di certo esultare se a Codola verrà riaperto il sito. Se potessi scegliere, vorrei che quella discarica fosse sostituita da un impianto a biomasse per lo smaltimento del rifiuto organico, che in una zona a forte ispirazione rurale come l’agro-nocerino sarnese sarebbe una manna”
Da un ambientalista ci saremmo aspettati soluzioni come la raccolta differenziata spinta. Lei invece invoca la costruzione degli impianti.
“In una ipotetica classifica, io pongo al primo posto il rifiuto-zero, che purtroppo è pura utopia, ma è l’obiettivo cui tendere ed a cui cercare di avvicinarsi il più possibile, al secondo i termovalorizzatori e gli impianti a biomasse, che trasformano il rifiuto in energia termica ed elettrica, ed infine solo per tamponare una situazione emergenziale posso tollerare le discariche. D’altra parte, non pensiamo che solo la Campania sia in questa situazione: Sicilia, Calabria, Lazio e Liguria non sono messe molto meglio”
Si rende conto che la sua posizione è alquanto rivoluzionaria?
“Sono stato accusato di voler capovolgere i principi dell’ambientalismo tradizionale. Ed in verità è proprio quel che voglio fare! Io sono un ambientalista responsabile: al rifiuto preferisco il non-rifiuto; al rifiuto che brucia in strada preferisco il rifiuto che brucia nei termovalorizzatori. D’altra parte, in Francia sono le stesse associazioni ambientaliste che, richiamandosi alla responsabilità, dicono che gli impianti sono necessari. E non mi sembra che esista nel mondo uno Stato che gestisce i suoi rifiuti senza discariche e senza impianti di smaltimento”
Cosa stanno facendo i Circoli per aiutare le Istituzioni in una fase così delicata?
“L’anno scorso abbiamo dato vita ad una campagna di sensibilizzazione su riduzione e differenziazione, ‘Il nostro rifiuto, la vostra risorsa’ (www.ilnostrorifiutolavostrarisorsa.info, ndr), partita da Castel San Giorgio e patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Salerno. È ormai diventato il nostro progetto pilota, diffuso su tutto il territorio nazionale: devo ringraziare in particolare il vice-presidente Rosario Bisogno ed il coordinatore Tony Siniscalco per l’impegno profuso in tal senso. Abbiamo partecipato già l’anno scorso alla Settimana Europea per la Riduzione del Rifiuto e speriamo che anche quest’anno la nostra istanza venga accolta. Noi non costruiamo impianti e non abbiamo grandi gruppi che ci finanziano: cerchiamo solo di suggerire ai cittadini alcuni comportamenti virtuosi”
Oltre questo, ci sono altri progetti in cantiere?
“Vogliamo tentare di sensibilizzare i consumatori ad acquistare solo prodotti eco-sostenibili ed è per questo che stiamo creando un Consorzio che possa assegnare il marchio dei Circoli come segno distintivo di qualità, partendo dai settori dell’edilizia e dell’agroalimentare. Dall’altro lato, cerchiamo di sensibilizzare anche gli Amministratori a tutti i livelli: saremmo felici di poter vedere riorganizzata la tassazione sui rifiuti, con il passaggio da tassa a tariffa che incentiva le famiglie a ridurre e differenziare i rifiuti a monte; dall’altro lato abbiamo anche suggerito misure da adottare a livello nazionale, come una tassazione penalizzante per quei beni di consumo che non seguono elevati standard di produzione eco-compatibili e la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi strumenti come i dissipatori che consentono di azzerare la produzione di rifiuto organico. Questa è la vera Green Economy!”

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di Redazione
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