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Il 'pacchetto Baldassarri' bocciato grazie agli astenuti

Finanziaria, arriva il via libera del Senato


Finanziaria, arriva il via libera del Senato
13/11/2009, 19:11

ROMA – La Finanziaria passa l’esame dell’Aula del Senato e si avvia a tornare alla Camera per l’approvazione decisiva. Tra le modifiche, quelle che fanno saltare il ‘mini-taglio’ dell’Irap e la cedolare secca degli affitti. Inammissibile la misura sulla Banca del Sud, mentre è stata confermata quella per la vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Oggi è arrivato il via libera del Senato per il testo della Finanziaria (149 voti favorevoli, 122 contrari, 3 astenuti). Ora al Senato si discuterà del disegno di legge sul Bilancio.

Nel pomeriggio l’Aula aveva bocciato il ‘mini-taglio’ dell’Irap per le imprese sotto i 50 dipendenti e la cedolare secca sugli affitti, così come le deduzioni Irpef in favore delle famiglie. I tre emendamenti erano compresi nel ‘pacchetto Baldassarri’; non sono passati grazie agli astenuti. Baldassarri, presidente della commissione Finanze ed autore di una ‘manovra aggiuntiva’ del peso di circa 40 miliardi, ha accettato di trasformare cinque proposte di modifica in ordini del giorno di fronte al parere contrario del governo, ma ha mantenuto gli emendamenti che riguardavano il ‘mini-taglio’ dell’Irap (per le imprese con meno di 50 dipendenti), quello sul quoziente familiare (proponendo al suo posto però una deduzione di mille euro per ogni componente del nucleo familiare) e quello sulla cedolare secca sugli affitti. La prima proposta di modifica è stata bocciata (128 sì, 120 no e 26 astenuti), la seconda si è conclusa con un pareggio (126 sì, altrettanti no e 22 astenuti) e l’ultima votazione è stata decisa, infine, dagli astenuti: con 128 sì e 117 no, i 29 astenuti (il cui voto al Senato vale come se fosse no) hanno determinato la bocciatura definitiva della proposta.

La norma sulla Banca del Sud resta fuori dalla Finanziaria all’esame di Palazzo Madama in quanto ritenuta non ammissibile dal presidente Renato Schifani. Nessuna modifica, infine, agli interventi che riguardano la possibilità di vendere gli immobili confiscati alle organizzazioni criminali

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di Nico Falco
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