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Ma resta una manovra senza luci e tutte ombre

Finanziaria: oggi il voto finale al Senato


Finanziaria: oggi il voto finale al Senato
22/12/2009, 17:12

ROMA - Al Senato prosegue la votazione degli emendamenti sulla legge Finanziaria, Finora sono stati tutti respinti e si stanno accellerando i tempi per un voto definitivo entro la serata. Ed è molto probabile che ci si riesca, visto che gli emendamenti vengono respinti a raffica.
Ma si tratta di una Finanziaria dove non c'è alcun dato positivo da elogiare: non c'è una lira per sostenere il potere di acquisto delle famiglie a basso reddito; non ci sono soldi per il rinnovo dei contratti pubblici; niente per la giustizia, per la sicurezza, per gli aquilani... niente. Solo un po' di mance, a destra e a manca, per accontentare gli esponenti politici dei vari partiti della maggioranza. Ma ci sono un paio di chicche di cui nessuno ha parlato.
Innanzitutto le intercettazioni telefoniche. Visto il troppo clamore sollevato dalla legge sulle intercettazioni telefoniche, la maggioranza ha scelto un altro modo per bloccarle. In Finanziaria sono state spostate da un capitolo di spesa all'altro. Per essere precisi, sono state spostate da un capitolo di spesa "aperto" (cioè che lo Stato si impegna a coprirle, senza porre limiti a quante sono le spese fatte) ad un capitolo di spesa "chiuso", cioè con una assegnazione iniziale fissa. Esauriti questi soldi, non si fa più niente. Quindi a gennaio magari tutti i magistrati che ne hanno bisogno potranno fare le intercettazioni secondo la legge. Magari a giugno già non ci saranno soldi, perchè una Procura è capitata su un grosso caso di mafia e ha dovuto fare tante intercettazioni. E a quel punto, non è scontato che il governo ci metterà altri soldi. In questa maniera, ecco come bloccare l'attività investigativa della magistratura. Che senza intercettazioni perde gran parte dell'efficacia.
La seconda chicca è la totale assenza di finanziamenti per l'Abruzzo, per la sua ricostruzione. C'è una città da tirare su, centinaia di edifici da riparare o da ricostruire, ma chi vorrà farlo dovrà farlo a sue spese. Nessun aiuto di nessun tipo.
Infine
c'è l'azzeramento dei soldi per la ricerca pubblica. Doveva essere reintegrato, secondo le parole del Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, ma così non è stato.

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di Antonio Rispoli
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