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Il presidente della Camera: si riapra dialogo sulle riforme

Fini: 21mila euro di stipendio sono troppi per un paralmentare


Fini: 21mila euro di stipendio sono troppi per un paralmentare
21/07/2010, 20:07

ROMA - Durante il lungo e fervente discorso tenuto per la tradizionale cerimonia del Ventaglio a Montecitorio, Gianfranco Fini non si risparmia e tocca i temi più importanti e delicati dell'estate politica italiana. Partendo dal dialogo da riaprire prima possibile sulle riforme , Fini passa così agli stipendi d'oro dei parlamentari e arriva  a lambire le modifiche apportate al ddl sulle intercettazioni.
Il primo calcolo sui compensi dei deputati ha portato il presidente della Camera a proporre un taglio (lordo) di 2.127 al mese su un totale che, tra indennità, diaria, rimborsi per spese telefoniche e di segreteria e stipendio vero e proprio, arriva alla considerevole cifra di 21.271,99 euro mernsili. Per l'ex di An, difatti,  "è doveroso che il Parlamento partecipi allo sforzo complessivo che è richiesto al Paese grazie ad un senso di responsabilità che non dipende dal fatto che le spese siano eccessive o improduttive perché si tratta di costi essenziali per il funzionamento della democrazia, quando si vuole alimentare la polemica contro la casta spesso non si fa questa distinzione, ma è un dovere ridurre i costi da parte del Parlamento".
E riguardo le tanto declamate ed annunciate ma poi mai attuate "grandi riforme"? La terza carica dello Stato si esprime così:"Non ho perso la fiducia, auspico che la ripresa del dibattito dopo la pausa estiva porti rapidamente a riforme degne di tale nome". Come intuibile si è parlato anche di "questione morale"; su quest'ultima, Fini, ha chiesto assoluta "intransigenza" osservando che "bisogna essere drastici nel ribadire che se vogliamo che la politica sia in sintonia con la società, nei confronti di comportamenti che sono scarsamente in sintonia con l'etica pubblica e con il rispetto delle regole del vivere civile, la politica deve essere intransigente".
Per quanto concerne la commistione-fusione tra garantismo e giustizialismo spesso creata ad arte per salvare l'insalvabile, l'ex leader di An è apparso particolarmente deciso e prodigo di moniti:"Se è vero che uno non è colpevole fino a quando la sua sentenza non è passata in giudicato non si può giustificare ciò che giustificabile non è. L'etica del comportamento pubblico - ha aggiunto - è una precondizione per non far perdere la fiducia nella politica da parte della società civile".
Ribadito, poi, il plauso e la soddisfazione per gli emendamenti apportati al tanto controverso disegno sulle intercettazioni:"Pur in un iter così travagliato, il lungo dibattito ha dimostrato che quando il Parlamento discute in modo approfondito, è capace di correggere impostazioni iniziali che poi si rivelano inadeguate - ha infatti arguito Fini - .Uso parole felpate, ma spero sia di tutta evidenza che quanto avvenuto in commissione Giustizia alla Camera con emendamenti profondamente innovativi ha segnato una pagina importante per chi crede nel fatto che la politica deve essere capace di trovare delle sintesi".
E quindi il testo verrà approvato entro la fine dell'estate come prennunciato con grande sicurezza da Angelino Alfano? La risposta del presidente della Camera appare abbastanza chiara e al contempo cauta:"L'estate finisce il 21 settembre... Prevedo che si lavorerà alla Camera nella prima settimana di agosto. Non lo considero un fatto stravagante e non mi scandalizzo. Non c'è nessuna strozzatura di dibattito in Commissione, il tempo per esaminare il testo c'è".
In ultimo, riguardo la cerimonia per i 150 anni dell'Unità d'Italia, Fini ha preannunciato che "abbiamo messo in campo un programma ambizioso che speriamo poter rispettare". Per l'occasione, ad esempio "oltre all'apertura dei palazzo al pubblico - spiega - ci sarà la lettura di alcuni canti della Divina Commedia ad opera di Vittorio Sermonti".

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di Germano Milite
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